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CIVITAVECCHIA - E’ Civitavecchia la “regina del porto”. Nell’edizione bis della polemica finale dello scorso anno alla Regata dei Gonfaloni è stato stavolta l’armo laziale a spuntarla nei confronti di Pescara, prendendosi così una bella rivincita. Ai padroni di casa è andato però il meritato premio “fair play” per la sportività perché, come ha riconosciuto il capitano civitavecchiese, quel Massimo Guglielmi quattro volte campione del mondo di canottaggio, «hanno lasciato a noi la barca più leggera e maneggevole dandoci un vantaggio probabilmente decisivo». Un vantaggio in qualche modo dovuto, comunque, visto che nel 2007 fu proprio Civitavecchia a ritrovarsi sulla barca “sfigata”. Dunque giusto così. E in ogni caso in finale l’armo dei “fratelloni” Guglielmi, completamente formato da muscolosi vogatori del Circolo Canottieri Azzurra, ha dovuto faticare non poco. Non per niente ha vinto con un margine risicatissimo: appena quattro secondi. Nel dettaglio, i vincitori hanno fatto segnare il tempo di 11’56 contro il 12 netto dei pescaresi. La gara, stante anche la rivalità tra laziali e abruzzesi, cresciuta in questi ultimi anni di accesissimi duelli, è stata piena di tensione. Entrambi gli equipaggi hanno infatti compiuto una falsa partenza. A rendere ancor più emozionante il testa a testa, il racconto molto partecipe dello speaker Pasquale Tritapepe e la diretta tivù dell’emittente locale “Rete8”. Tutto ciò a dimostrare come la Regata dei Gonfaloni sia sentitissima a Pescara, anche se l’edizione del 2008 ha annoverato al via soltanto otto equipaggi a causa di ritardi organizzativi. Ma il ridotto numero di partecipanti non ha certo penalizzato lo spettacolo, soprattutto per merito delle due finaliste, avversarie acerrime ma leali. Sacrosanto che dopo dieci anni di tentativi sia stata proprio Civitavecchia (i vogatori nostrani sono stati tra l’altro sostenuti da un folto gruppo di parenti e amici che durante le regate hanno fatto un tifo infernale) a spuntarla e a iscrivere per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione. Sul podio, insieme alle prime due classificate, è salita l’Anfi Nautilus Molfetta, terza. Poi gli armi di Ortona, Dubrovnik, Martinsicuro, San Benedetto del Tronto e La Bilancella di Molfetta. L’imbarcazione laziale ha portato a casa la coppa del primo posto, il trofeo della Regata dei Gonfaloni (da tenere per un anno) e anche il trofeo per il più giovane timoniere, Damiano Cima, comportatosi davvero bene, come del resto tutti i suoi compagni. Insomma, un successo di grande prestigio per l’equipaggio civitavecchiese, ancora più bello perché inseguito con grande tenacia per dieci anni e sfiorato in più occasioni. Così alla prossima edizione i fratelli Guglielmi e gli altri valorosi atleti si presenteranno a Pescara come la squadra da battere e ben decisi a difendere l’agognato trofeo conquistato domenica. |
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Nel periodo dei Giochi Olimpici, dal 8 al 24 agosto, RaiDue sarà infatti dedicata alla trasmissione della manifestazione: il palinsesto televisivo prevede infatti la proposizione diretta di tutte le gare più importanti, con particolare attenzione alle performances degli atleti e delle squadre azzurre, l’aggiornamento costante e tempestivo sui risultati di tutte le discipline con appositi spazi dedicati. Rai Sport Più seguirà per l'intera giornata attraverso dirette e differite le Olimpiadi di Pechino. La programmazione del canale sarà esclusivamente dedicata alla XXIX Olimpiade e permetterà ai telespettatori di avere un contatto diretto con Pechino per sostenere le prove degli atleti azzurri e vedere le migliori gare degli sportivi di fama internazionale. Inoltre dalle ore 21.00 Rai Sport Più sarà l’unico canale a trasmettere ampie e dettagliate sintesi della giornata di gara appena trascorsa. (http://www.pechino2008.rai.it/) Canottaggio, fiducia nella squadra. Caldo e umiditá inferiori al previsto. Giorni intensi per gli olimpici del remo. Durata:01"32" |
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Olimpiadi di Pechino - PROGRAMMA |
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 Venerdì 8 agosto 2008 - Cerimonia di apertura - 14:00(20:00) - National Stadium
Sabato 9 agosto 2008 - ELIMINATORIE 07:50(13:50) - 12:00(18:00) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
singolo donne (13:50 - 14:50) singolo uomini (14:50 - 15:50) due senza donne (15:50 - 16:10) 2 senza uomini (16:10 - 16:40) doppio donne (16:40 - 17:00) doppio uomini (17:00 - 17:30) quattro senza uomini U/D (17:30 - 18:00)
Domenica 10 agosto 2008 - ELIMINATORIE 08:50(14:50) - 12:00(18:00) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
doppio pesi leggeri donne (14:50 - 15:20) doppio pesi leggeri uomini (15:20 - 16:00) quattro pesi leggeri uomini (16:00 - 16:30) quattro di coppia donne (16:30 - 16:50) quattro di coppia uomini (16:50 - 17:20) otto donne (17:20 - 17:40) otto uomini U/D (17:40 - 18:00)
Lunedì 11 agosto 2008 - RIPESCAGGI 09:30(15:30) - 12:00(18:00) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
singolo donne singolo uomini due senza donne doppio uomini quattro senza uomini U/D Martedì 12 agosto 2008 - RIPESCAGGI 10:00(16:00) - 11:50(17:50) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
doppio pesi leggeri donne doppio pesi leggeri uomini quattro pesi leggeri uomini quattro di coppia donne quattro di coppia uomini otto donne otto uomini U/D Mercoledì 13 agosto 2008 - SEMIFINALI 08:50(14:50) - 11:10(17:10) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
singolo donne singolo uomini due senza uomini doppio uomini quattro senza uomini U/D Giovedì 14 agosto 2008 - SEMIFINALI 08:10(14:10) - 12:00(18:00) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
doppio pesi leggeri donne doppio pesi leggeri uomini quattro pesi leggeri uomini quattro di coppia uomini U/D Sabato 16 agosto 2008 - FINALI 08:00(14:00) - 11:50(17:50) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
singolo donne singolo uomini due senza donne due senza uomini doppio donne doppio uomini quattro senza uomini U/D Domenica 17 agosto 2008 - FINALI 09:30(15:30) - 11:50(17:50) - Shunyi Olympic Rowing-Canoeing Park
doppio pesi leggeri donne doppio pesi leggeri uomini quattro pesi leggeri uomini quattro di coppia donne quattro di coppia uomini otto donne otto uomini U/D
Domenica 24 agosto 2008 - Cerimonia di chiusura 14:00(20:00) - National Stadium Note:
- fra parentesi l'ora di Pechino (+6 ore rispetto all'Italia) - fonte http://www.pechino2008.coni.it - approfondimenti: http://www.worldrowing.com |
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LATINA - Per Romano Battisti e Gioia Sacco, giovani atleti privernati doc del canottaggio nazionale e freschi campioni del mondo, è tempo di riposarsi nelle splendide acque del mare di Sabaudia “non molto distante, però - tengono a specificare quasi all’unisono - dalla naturale sede degli allenamenti” che è il centro remiero delle Fiamme Gialle (nel lago di Paola) di cui sono fieri e scrupolosi atleti di spicco. Nelle acque del Centro remiero internazionale del lago Beetzee di Brandeburgo (Germania), sia Battisti che la Sacco, hanno dimostrato tutto il loro valore atletico andando a cogliere il podio più alto, ovvero la medaglia d’oro degli Under 23 rispettivamente nel quattro con e nei quattro senza, al termine di due avvincenti gare mozzafiato contro agguerriti armi. I due atleti di Priverno, che hanno voluto, almeno per pochi giorni “staccare la spina per tuffarsi nel mare limpido di Sabaudia e godersi in spensieratezza – dicono - l’oro vinto a Brandeburgo (dopo Stratclyde, Scozia, nel 2007), insieme agli amici di sempre”. Semplici e solari i due “ragazzi” privernati che stanno facendo sognare la provincia pontina ma soprattutto la loro città natia (Priverno) e quelle di adozione (Sabaudia per la Sacco e Maenza per Battisti). Lo stesso sindaco di Priverno, Umberto Macci, subito dopo la vittoria del titolo iridato non ha mancato di sottolineare la vicinanza della città lepina ai due atleti con un pronto e significativo messaggio telegrafico in attesa, naturalmente, di festeggiarli con una pubblica cerimonia. Intanto però, per i due atleti si profila all’orizzonte, dopo la conquista della maglia iridata, una stagione autunnale densa di attività agonistica. «Mi vedrete impegnato per dieci giorni negli allenamenti, dal 31 agosto prossimo, nel lago di Piediluco - dice Battisti – per essere pronto a dominare, dopo un severo impegno, anche la scena dei campionati europei che si svolgeranno questa volta ad Atene, nello stesso bacino remiero delle passate Olimpiadi». «Di contro però – aggiunge – ho sperato fino all’ultimo istante di essere convocato anche per le Olimpiadi di Pechino 2008. E’un vero peccato non esserci!». Gioia Sacco invece ha già la testa ai Campionati italiani di canottaggio che si svolgeranno a Varese nel prossimo mese di settembre. «Pronta – dice – a dimostrare le buone condizioni di forma». Poi lancia un messaggio di incoraggiamento all’amica di sempre, Marta Novelli di Pontinia «che meritava di gareggiare ai Mondiali di Bandeburgo, magari… sulla stessa barca».
di SANDRO PAGLIA
CIVITAVECCHIA - Un menù decisamente ricco quello che si appresta a offrire la seconda edizione dell'Etruscan Coastal Rowing prevista per domani. Martedì si sono concluse le iscrizioni alla manifestazione e il quadro emerso è sicuramente rincuorante per gli organizzatori della Canottieri Azzurra e per gli amanti del canottaggio. Tanti i nomi importanti del mondo remiero nazionale con il livello delle gare che si preannuncia decisamente alto in tutte le categorie, per complessivi dieci equipaggi. Si parte alle 10 nello specchio d'acqua antistante l'anfiteatro della Marina (anche se gli equipaggi saranno ospitati dalla Lega Navale), con i Master 45. All'appello hanno risposto società del calibro di Aniene, Tevere Remo, Posillipo, Ilva Bagnoli e Tirrenia Todaro i cui atleti saranno riuniti in tre equipaggi. Piccola curiosità: a bordo della barca dell'Aniene vogherà anche il presidente del comitato regionale Lazio e della Federazione italiana canottaggio, Marcello Scifoni. Alle 10,45 sarà la volta degli equipaggi femminili. A contendersi la vittoria finale Flaminio, Canottieri Civitavecchia (con le sorelle Bello, Felicioni e Marzi) e Canottieri Azzurra (con atlete provenienti dal settore indoor rowing che si sono preparate appositamente per questa gara). La domenica di grande canottaggio si concluderà con la categoria senior che presenta ben tre atleti pluricampioni del mondo. A Civitavecchia, infatti, arriveranno Paolo Pittino, cinque volte campione iridato, Giuseppe Del Gaudio (due Mondiali) e, ovviamente il campione di casa Massimo Guglielmi con alle spalle quattro titoli iridati. Tutto ciò senza dimenticare gli atleti dell'Azzurra come Mauro Guglielmi (campione italiano di coastal rowing) e Fabrizio De Fazi, nonché vogatori del calibro di Dell'Elice (vicecampione mondiale Master) e Tornar (campione italiano di fondo). Presenti anche i giovani con un interessante equipaggio in cui saranno presenti Mattia Tranquilli (Ccc) e Federico Guglielmi (Azzurra), stavolta fianco a fianco. Un grande lavoro per il coordinatore della manifestazione Ernesto Berretti, che ha richiamato l'attenzione del settore turismo del Comune intenzionato a far diventare l'evento un punto di forza del territorio.
di DAMIANO CELESTINI
PIEDILUCO - Debutto assoluto per i campionati italiani Master organizzati per la prima volta proprio sulle acque di Piediluco dal Circolo Canottieri insieme all’Ilva Bagnoli. Grosse soddisfazioni per i colori ternani con il duplice titolo tricolore conquistato da Mirko Rossi ed Enrico Cresta del Clt nel doppio Master B e dal quattro di coppia Rossi-Cresta-Biagetti con il “prestito” di Molinari da parte della società pedilcana nella categoria Master M. A Piediluco hanno fatto capolino anche personaggi di assoluto prestigio come Primo Baran, medaglia d’oro nel due con insieme a Renzo Sambo e Bruno Cipolla timoniere alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968. Iscritto alle gare con la Ospedalieri Treviso, l’olimpionico si è lasciato andare anche a una battuta: «Perché li chiamo “Mastress”? Perché ci mettono un impegno esagerato e vivono le loro gare come se fosse sempre una finale olimpica. I Master sono una categoria fondamentale per il canottaggio, dico soltanto che dovrebbero vivere i loro eventi agonistici principalmente per divertirsi. Invece no, ci danno dentro come se fossero dei ragazzini, anche a rischio di farsi male. Non si rendono conto che ormai hanno una certa età». Per il lago di Piediluco si è trattato di una “prima” di assoluto prestigio, che conferma la validità degli impianti e ridà forza e buona immagine ad un ambiente e ad uno sport importante per la provincia.
L.Pu. |
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PIEDILUCO - Il lago di Piediluco ancora una volta splendido scenario per una importante kermesse di canottaggio. Lo specchio d'acqua già scelto dalla Federazione nazionale canottaggio per i suoi ritiri e per molte gare ufficiali ospiterà, oggi e domani, la prima edizione dei campionati "Tricolori Master". Prosegue con questa manifestazione il felice gemellaggio tra il Circolo Canottieri Piediluco, fondato nel 1970, e l'Ilva Bagnoli, una società che tanto ha dato a questo sport. Infatti dopo aver realizzato una serie di importanti iniziative a livello giovanile, quali l'istituzione di borse di studio per gli atleti di canottaggio più bravi anche sui banchi di scuola, i due sodalizi presieduti rispettivamente da Fabrizio Di Patrizi e Guglielmo Santoro hanno dato vita a questa prima edizione dei Tricolori Master, che si svolgeranno a Piediluco oggi e domani grazie anche al supporto di Lorenzo De Cesare, delegato regionale Fic Umbria, e a quello degli sponsor, Costruzioni Generali Delta di Paolo Caracciolo, tra l'altro ideatore della manifestazione, e Roberto Ursini della Zurigo Assicurazioni. E' veramente un momento significativo per gli appartenenti alla categoria Master in quanto i "Tricolori" sono la prima gara dedicata interamente a loro, gara quindi che merita di ritagliarsi uno spazio tutto suo all'interno del panorama nazionale in quanto alla categoria appartengono atleti che hanno gareggiato in nazionale rappresentando i colori azzurri in importanti manifestazioni come i mondiali e le olimpiadi. Alla gara di Piediluco prenderanno parte circa 150 atleti in rappresentanza delle società di tutta Italia, con atleti che vanno dai ventotto anni, per il più giovane, fino ad alcuni settantenni ancora in perfetta forma. Campo di gara, come detto, le otto corsie in linea retta disegnate nello splendido scenario del lago, unico nel suo genere sia dal punto di vista tecnico che naturalistico. In acqua armi fuori scalmo da singolo, doppio, quattro di punta e quattro di coppia, e gli spettacolari otto di punta. Data l'importanza dell'avvenimento, la Federcanottaggio ha deciso di mettere a disposizione degli atleti che prenderanno parte ai Tricolori ben 21 barche. L'operazione consente alle società di potersi iscrivere senza doversi preoccupare del trasporto degli armi e facendo un notevole risparmio sugli onerosi costi di trasporto. Gli sponsor poi hanno istituito per questa prima edizione, oltre ai tradizionali trofei, una lunga serie di premi che saranno consegnati a tutti i partecipanti. Gara si, quindi, ma anche festa di sport. Una nota di colore sarà rappresentata dagli auguri che gli atleti partecipanti faranno al presidente del circolo Fabrizio Di Patrizi che domani si sposa. di LUIGI FOGLIETTI CIVITAVECCHIA - È stata presentata ieri mattina alla Lega Navale di Civitavecchia la seconda edizione dell’Etruscan Coastal Rowing, manifestazione di canottaggio (imbarcazioni 4+1) organizzata dal Circolo Canottieri Azzurra che si svolgerà domenica 27 luglio. «Questa è un’edizione caratterizzata dalla presenza di campioni di livello mondiale il cui obiettivo rimane comunque quello di far avvicinare le persone al mare attraverso la pratica sportiva e una consapevolezza culturale», ha spiegato Ernesto Berretti del Circolo Canottieri Azzurra. La gara si svolgerà dunque nelle acque antistanti il lungomare di Civitavecchia. È quasi certa la partecipazione del pluricampione olimpico, e grinder di Luna Rossa, Davide Tizzano (oro a Seul e ad Atlanta); dei campioni mondiali Paolo Pittino, Giuseppe Del Gaudio, Enrico Gandola e del nostro Massimo Guglielmi. Sono previste, novità assoluta, regate femminili e per over 45. |
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CIVITAVECCHIA - Ha già vinto due volte la sfida con la vita. Gabriella Bascelli, 26 anni il prossimo 19 agosto, vuole provare a vincere anche alle prossime Olimpiadi di Pechino. Nata a Johannesburg (Sudafrica) da padre abruzzese e madre sudafricana, tesserata per i Canottieri Lazio, Gabriella ha rischiato per ben due volte di abbandonare l'attività agonistica. E non solo. Accadde in un primo caso nel 1999, poco dopo aver centrato il record mondiale nel singolo juniores (tuttora suo): mentre usciva da un locale di Johannesburg, venne coinvolta in una sparatoria e fu colpita da un proiettile che le attraversò l'intestino, fermandosi nella testa del femore. Suo fratello Giulio, qualche tempo dopo, fu più sfortunato e rimase ucciso in seguito ad un tentativo di rapina. A Gabriella i medici pronosticarono la fine dell'attività sportiva, invece una grande tenacia permise alla Bascelli non solo di vincere la sfida, ma anche di tornare a vogare a grandi livelli. Recentissima, vecchia di un anno, la seconda disavventura, un grave incidente stradale. Ma la qualificazione per i Giochi ottenuta in Polonia un mese fa e l'intaccata fiducia del direttore tecnico azzurro Andrea Coppola dimostrano che il peggio è passato e che Gabriella è tornata, più forte di prima. «La cosa più dura è stata ripartire da zero - spiega lei - e cercare di tornare su buoni livelli. Ma il merito della mia qualificazione per Pechino va condiviso anche con il mio allenatore sociale Giovanni Santaniello e il mio ex presidente Antonio Buccioni, oltre che con i medici del policlinico "Di Liegro" e con lo studio riabilitativo del dottor Santoni». Quella cinese sarà la sua seconda esperienza olimpica. «Ad Atene fui ottava nel doppio - dice la Bascelli - ora gareggerò nel singolo che rappresenta una sorta di sfida con me stessa. Arrivo a Pechino con maggiore consapevolezza e maturità rispetto agli ultimi Giochi. L'obiettivo? Arrivare in finale e giocarmi le mie carte, dando sempre il massimo». Gabriella conserva una grossa fetta del suo cuore in Sudafrica, dove ha vissuto fino all'età adolescenziale e dove vivono e lavorano tuttora i suoi genitori. Da dieci anni, però, è tesserata per la Canottieri Lazio e alle Olimpiadi sarà l'unica rappresentante del circolo romano nel canottaggio. «La Lazio è un po' come una seconda famiglia - dice la Bascelli - anche perchè i miei genitori non possono seguirmi spesso. A Pechino, per esempio, non ci saranno perchè la trasferta avrebbe avuto costi eccessivi». Giuseppe e Glenda, in ogni caso, possono andare orgogliosi delle figlie: la sorella minore di Gaby, Gisella, pratica canottaggio a ottimi livelli e magari in futuro potrebbero formare assieme una coppia da sogno. Centrare una medaglia olimpica, comunque, non è l'unico sogno che Gabriella può realizzare a breve. «Mi mancano sei esami - sottolinea - per laurearmi in Scienze Politiche, nella specializzazione "relazioni internazionali e diplomazia". Forse ce la farò per giugno del prossimo anno e sarà un'altra grande soddisfazione».
di TIZIANO POMPILI |
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LATINA - Vaglielo a spiegare agli atleti in partenza per Pechino che ogni giorno, con costanza, si allenano sulle acque del lago di Paola per regalare all'Italia una medaglia, che remando disturbano gli uccelli. A tutto c'è un limite. Sacrificare l'impegno agonistico di un atleta per non turbare la tranquillità di un volatile pare francamente eccessivo. A sollevare un polverone sono bastate le dichiarazioni del presidente dell'Ente Parco Nazionale del Circeo, Gaetano Benedetto, che, annunciando il parere favorevole del Parco alla miticoltura sul bacino lacustre, ha aggiunto che "il canottaggio e gli altri sport praticati sul lago costituiscono elemento di disturbo per l'avifauna e dovranno essere gestiti con modalità più compatibili ed equilibrate". «Ma ci faccia il piacere!» gli rispondono a modo, parafrasando Totò, "Moderati per Sabaudia", "Impegno per Sabaudia" e "Nuova Dc per le autonomie". «Caro Presidente, lasciamo perdere il fatto che il canottaggio sul lago di Paola disturbi l’avifauna - attaccano piccati - Sarebbe invece interessante conoscere la sua posizione sui Piani territoriali paesistici regionali nelle aree più delicate del Parco». E vanno oltre accusandolo di aver fatto la scoperta dell’acqua calda quando ha affermato che il lago di Paola deve essere pubblico. «Certamente non ha mosso un dito in favore delle azioni del Comune di Sabaudia costituitosi a favore delle posizioni della Regione Lazio tese a riconoscere l’inserimento del lago di Paola nell’elenco delle acque pubbliche - sottolineano rincarando le accuse - Certamente non è intervenuto nel processo che opponeva privati e Comune di Sabaudia presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Nè con azioni, nè con dichiarazioni. Lavoriamo per il recupero delle qualità ambientali senza dimenticare che l’uomo è importante. Senza l’intervento dell’uomo, l’edera e le altre infestanti uccideranno la foresta e le farnie e le querce, così come senza la manutenzione del laghi, l’eutrofizzazione li ucciderà - si legge ancora nella nota - Senza la cura del sottobosco e del perimetro del bosco il fuoco potrebbe farci perdere la foresta planiziaria così, senza i volontari della protezione civile e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, la macchia mediterranea è a rischio costante». Speriamo solo che, al di là delle polemiche, gli atleti che si allenano sul lago di Paola riescano a salire sul podio olimpico. Anatre, aironi e folaghe permettendo. E.Pie. |
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ROMA - Ci sono anche due tesserati del circolo Canottieri Aniene tra i sette convocati di Adaptive rowing (canottaggio per atleti diversamente abili) per il raduno collegiale di Gavirate in preparazione delle Paralimpiadi di Pechino che si svolgeranno a settembre. Si tratta di Luca Agoletto e Paola Protopapa convocati dal responsabile tecnico della Nazionale, Paola Grizzetti, per la categoria "LTA". L'Adaptive Rowing prevede quattro classi di barche che sono adattate secondo i diversi tipi di disabilità. La specialità LTA (Legs - Trunk - Arms) sottintende l'uso (anche parziale) di tutto il corpo: gambe, tronco e braccia. Pertanto sono compresi in questa categoria atleti non vedenti, amputati ad un arto o aventi altre minime disabilità fisiche, oltre ai disabili mentali. La gara si svolge su una distanza di 1000 metri, il sedile è scorrevole e l'imbarcazione è mista (2 uomini, 2 donne). Due componenti dei cinque previsti (l'altro è il timoniere) difendono dunque i colori del circolo romano. Paola Protopapa, nata a Roma 43 anni fa, è la più esperta tra i due atleti dell'Aniene, come spiega Matteo Giuffrida, assieme a Giulia Benigni i due allenatori. «Paola ha alle spalle la un campionato del mondo e forse per questo è più fredda. Praticava canottaggio da giovane nel Canottieri Roma, poi un incidente la costrinse a portare una protesi al gomito del braccio sinistro». Dove recentemente ha fatto il suo ingresso anche Luca Agoletto, 46enne nato a Perugia. «Luca - spiega Giuffrida - rema con noi da due anni, ma già in precedenza era istruttore di rowing. Ha un'artrosi alle gambe, ma risulta comunque fisicamente di categoria superiore, mentre tecnicamente ha ancora qualche margine di miglioramento».
di TIZIANO POMPILI |
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RAVENNA - Il caldo afoso e il caratteristico frinire delle cicale hanno accolto sin dalla mattinata di ieri le squadre giunte alla Standiana per disputare il campionato under 23, Ragazzi, Esordienti e Adaptive di canottaggio. L'appuntamento ravennate rappresenta il primo evento tricolore dell'anno, che mette in palio ben 41 titoli di campione d'Italia distribuiti nelle varie categorie (5 Adaptive - 4 Esordienti - 12 Ragazzi - 13 under 23 - 7 pesi leggeri under 23) e che anticipa i raduni delle squadre under 23, junior e mondiale che prenderanno il via già domani con l'obiettivo di formare gli equipaggi che disputeranno il Mondiale under 23 di Brandeburgo (Germania) e quello Junior e Senior (specialità non olimpiche) in programma a Linz (Austria) rispettivamente dal 17 al 20 e dal 23 al 27 luglio 2008. Per quanto riguarda la gara di campionato, che ha richiamato sul bacino ravennate ben 942 atleti (224 donne e 718 uomini), sono 462 gli equipaggi che scenderanno in acqua in questo fine settimana. Le specialità più affollate sono il singolo maschile ragazzi (39 equipaggi), il doppio maschile ragazzi (35 equipaggi) ed il singolo femminile ragazzi con 28 iscritti: una partecipazione massiccia che conferma il trend di crescita fatto registrare negli ultimi anni in questa categoria. Tra le gare più attese c'è sicuramente quella dell'otto ragazzi che vede lo Stabia in pole per il primo gradino del podio, con Posillipo, Marina Militare Sabaudia e Aniene pronti a dare battaglia: in questa specialità, che rimane sempre la più spettacolare, è in palio anche la “Coppa Gigi Bonati”, destinata alla società vincitrice della gara per tre volte, anche non consecutive. La Marina del coach Giovanni Lepore schiera l’otto Ragazzi ma anche un “due senza” (Alex Perali a capovoga, con Mirko De Piccoli) che si sta confermando in continua ascesa. Altro “due senza” ma under 23 è quello con Simone Bez (capovoga) ed Eros Perali. Ma la grande novità è quella del fortissimo vogatore di Priverno, Romano Battisti, che affronta la sua prima gara ufficiale con i colori delle Fiamme Gialle di Sabaudia dov’è passato da poche settimane dopo aver lasciato il blasonato Circolo Canottieri Aniene di Roma. Battisti, che nel 2007 è stato campione mondiale under 23 nel “quattro con”, sarà in gara nel singolo. Inutile dire che punta al gradino più alto del podio.
di ALDO CEPPARULO |
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CIVITAVECCHIA - Visita decisamente particolare quella che riceverà oggi il Circolo Canottieri Civitavecchia Imca. Nel primo pomeriggio, infatti, arriveranno in città le imbarcazioni che da giovedì scorso stanno svolgendo il “Raid Genova – Roma”. Si tratta di una manifestazione organizzata dal Gruppo Sportivo “Speranza” di Genova per commemorare i 120 anni della Federazione Italiana Canottaggio. Tre imbarcazioni (equipaggi da quattro con timoniere) stanno infatti compiendo questa autentica maratona a bordo di barche da coastal rowing (il canottaggio in mare). Quella stessa impresa che nel 1880 compì l’equipaggio dell’imbarcazione "Venezia" che raggiunse Roma risalendo il Tevere. Gli atleti arriveranno da Orbetello e saranno ospiti della società di Gianfranco Tranquilli. Poi domani partenza per Ostia. |
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BOMBA - All’interno dell’11° edizione della manifestazione "Sportfestival", ieri mattina si è svolta sul lago di Bomba, la Regata Regionale di Canoa e Canottaggio “Trofeo Ettore Rapino”. La manifestazione, promossa dal Consorzio Valsangro Promotional Tour, è stato un valido test per le gare di canoa e canottaggio inserite nel programma dei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, che si terranno proprio a Bomba. La regata ha visto la partecipazione di equipaggi maschili e femminili delle categorie Allievi B e C , Cadetti, Ragazzi, Junior, Senior, Pesi Leggeri con imbarcazioni 7,20 – 1x – 2x – 4x – valida per le classifiche nazionali. Ospite d’onore della manifestazione, Alessandro Corona, quattro volte campione mondiale di canottaggio. Erano presenti il delegato regionale della Federazioni di Canotaggio, Nicola De Luca, il delegato regionale FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak), il Coordinatore Esecutivo dei Giochi del Mediterraneo Pescara 2009, Paolo De Angelis. I risultati delle gare: Canoa: 1X singolo ragazzi m 2000 1° Matteo Ciano (Pesaro); 7,20 allievi B m 100 1° Lorenzo Lopez (Ravenna); 2X doppio senior m 2000 1° Giancarlo Cicconetti (Pescara); 7,20 allievi C m100 1° Eugenio Balducci (Pesaro); 2X doppio ragazzi m 500) 1°Catenelli-Lontani (Ravenna); 1X singolo senior m.2000 1° Giancarlo Russo (Pescara). Arbitri: Sante Baldassari, Sebastiano Pellegrini.
SABAUDIA - Allora, ci siamo, Pechino sarà la tua quarta olimpiade? «Beh, devo ammetterlo, gli anni passano ma l’entusiasmo e la voglia di far bene è sempre quella: intatta, immutata». Stavolta sarà con il “quattro senza”... «Una barca che mi piace molto e con la quale non ho mai gareggiato a questi livelli. Ma le sfide sono quelle che mi affascinano e, del resto, noi siamo i vicecampioni mondiali in carica». Alessio Sartori, 31 anni, nato a Terracina e cresciuto nel “vivaio” delle Fiamme Gialle di Sabaudia, la società per la quale gareggia da sempre “in esclusiva”, è il più blasonato canottiere che il Lazio abbia mai espresso. Alto due metri, stazza 103 chili e ha nella determinazione e nella freddezza le sua doti psicologiche prioritarie. Quelle fisiche sono legate a una potenza muscolare eccezionale e una plasmabilità di vogata che lo ha visto regatare in tutte le specialità ad alti livelli. Restando in ambito olimpico nel ’96 ad Atlatana (Usa) ha chiuso al quarto posto nel “quattro di coppia”; quattro anni dopo in Australia, a Sydney, ha conquistato l’oro sempre nel “quattro di coppia”; nel 2004, ad Atene, con il “doppio” ha chiuso al terzo posto, un bronzo che per un attimo era sembrato oro. E a Pechino? «Che dire? Intanto è il continente, l’Asia, che mi mancava sul piano olimpico. Poi la nostra barca è suscettibile di ulteriori progressioni e con i miei compagni il capovoga Lorenzo Carboncini delle Fiamme Oro di Sabaudia e i fratelli Carlo e Niccolò Mornati del Circolo canottieri Aniene di Roma certo non andremo in Cina per fare le comparse». Insomma, puntate al podio? Al gradino più alto? «Certo non andremo a Pechino per fare le comparse, ma il parco degli avversari va facendosi sempre più agguerrito. Se l’anno scorso, ai Mondiali di Monaco di Baviera siamo stati battuti dalla Nuova Zelanda, in questi mesi sono stati gli olandesi, gli inglesi e anche gli sloveni a darci del filo da torcere. Per non parlare degli usa che stanno davvero facendo vedere ottime cose con il loro “quattro senza”. Insomma, c’è di che preoccuparsi». In tutti questi anni di direttori tecnici della Nazionale ne ha visti tanti, com’è il rapporto con quello attuale, con Andrea Coppola? «Direi ottimale, c’è buona sintonia e soprattutto stiamo cercando di migliorare nel numero di colpi in acqua e nella possibilità di chiudere la regata con un rush, che nel canottaggio si chiama serrate, ancor più esplosivo».Qualche ringraziamento particolare in questi mesi di duri allenamenti per arrivare a Pechino, l’8 agosto prossimo, al massimo della forma? «Oltre a mia moglie Monica, che mentre noi ci alleniamo a Piediluco è a Sabaudia con i nostri due bambini, mi viene spontaneo dire un grazie di cuore al presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò. Con me remano due suoi atleti, i fratelli Carlo e Niccolò Mornati, ma il presidente Malagò ci è sempre molto vicini dimostrandosi davvero interessato ai nostri allenamenti». E dopo Pechino? Dopo la quarta Olimpiade di Alessio Sartori? «Nulla esclude che io possa arrivare anche ad una quinta Olimpiade, ma intanto restiamo concentrati su questa: su Pechino. Le sensazioni positive ci sono, io e i miei compagni anche se a Poznan abbiamo vinto solo la finale B diamo appuntamento a tutti sulle acque cinesi: è lì che dovremo essere al top della preparazione».
di ALDO CEPPARULO
CIVITAVECCHIA - Erika Bello guarda avanti. La delusione di Poznan, con relativo addio alle Olimpiadi di Pechino, è stata di quelle toste, ma la vogatrice civitavecchiese non è tipa da mettersi a piangere sul “latte versato”. «Avevo fatto mille sacrifici per cercare di qualificarmi ai Giochi - afferma Erika - e purtroppo non ci sono riuscita. Ma la vita e la carriera vanno avanti e quei sacrifici mi serviranno comunque per altre gare». Pensa positivo la Bello e ora concentra le sue attenzioni sui Mondiali di luglio a Linz in Austria. «Sì - dice - è un appuntamento a cui tengo. Cercherò di essere scelta per il singolo pesi leggeri, la barca che preferisco. Mi piacerebbe entrare in finale, magari vincere una medaglia. Altrimenti c’è il quattro di coppia, un equipaggio di valore, che sicuramente potrebbe ambire a qualcosa di importante. Nei prossimi giorni partiranno le prove di selezione e poi il commissario tecnico deciderà». Sguardo rivolto al futuro, dunque, anche se il passato (e non potrebbe essere altrimenti) è troppo recente per essere cancellato del tutto. «In Polonia - spiega la canottiera locale - io e la mia compagna Laura Milani siamo arrivate al massimo. Ma Olanda e Stati Uniti, le due squadre che hanno staccato gli ultimi due biglietti disponibili per Pechino, erano più forti. Peccato, perché noi abbiamo lavorato davvero tanto. Chissà, se ci avessero messo insieme prima del giugno 2007, forse avremmo potuto fare qualcosa di più. Ma ormai è andata ed è inutile stare a recriminare. Certo, mi dispiace perché a 32 anni per me non sarà più tanto facile partecipare a un’Olimpiade...». Eppure non è ancora detto del tutto che quella di Pechino sia sfumata. «In effetti - riprende Erika - ho ancora la speranza di poter essere convocata come riserva di tutti gli equipaggi femminili, singolo escluso. Sarebbe una bella soddisfazione e andando in Cina da non gareggiante, potrei forse anche godermi di più l’atmosfera a “cinque cerchi”. Si vedrà. Io come sempre ce la metterò tutta per farmi notare». Il bello della... Bello è appunto che non vive di rimpianti. E infatti ad appendere i remi al chiodo neppure pensa. «No, no - si affretta a dire - il canottaggio è la mia vita. Dopo questi Mondiali, l’altro appuntamento a cui tengo molto è la rassegna iridata del 2010, anno non olimpico, in Nuova Zelanda. Ecco, lì vorrei esserci e mi piacerebbe gareggiare da senior, lavorerei più tranquilla, senza più l’assillo del peso. E penso che avrei più chance da giocarmi anche nel singolo». E dopo la Nuova Zelanda? «Non lo so, non è il caso di fare programmi a così lunga scadenza. Anche perché tra i miei desideri e quelli di mio marito Angelo, che in questi anni mi ha visto col contagocce, c’è un figlio. Potrei pure prendermi una pausa e poi ricominciare a vogare. In tante lo hanno fatto, Josefa Idem (la campionessa altoatesina di canoa, ndr) insegna». Anche perché nel 2012 ci sono le Olimpiadi di Londra... «Sì, una manifestazione lontana, alla quale per ora non penso. Però so anche che l’appetito aumenta strada facendo. Può darsi che fra quattro anni mi venga voglia di una bella colazione all’inglese...». Può darsi. Con Erika Bello non si sa mai. di ANDREA BENEDETTI MICHELANGELI
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VITERBO - Il Lago di Vico ospita oggi la 3° prova del campionato regionale di canottaggio, Trofeo Coppa Montù e Paolo D’Aloia. La manifestazione che vede la partecipazione di un centinaio di imbarcazioni di sedici società, provenienti da tutta la regione, è organizzata dal comitato laziale della Federazione italiana canottaggio in collaborazione con il Circolo Canottieri lago di Vico e il patrocinio del Comune di Ronciglione. Le categoria in gara sono allievi, senior, cadetti, under 23, ragazzi, esordienti e junior. Il campo di gara a otto corsie è quello in località Arenali, dove i concorrenti si cimenteranno - in base alla categoria - sulla distanza di 1000, 1500 e 2000 metri. Risultato iscritte le migliori società del Lazio, tra cui Fiamme Oro. Marina militare, Forestale, Tevere Remo Roma e Aniene. Riflettori puntati sugli atleti di casa del Circolo Canottieri Ronciglione, che farà scendere in acqua Matteo Ferretti, Francesco Piferi, Stefano Coppola e Matteo Orlandi che vogando davanti ai propri sostenitori hanno la possibilità di centrare buoni risultati. La prima partenza è prevista per le 10,30.
U.B. |
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POZNAN (Polonia) - Il treno per Pechino è passato ed Erika Bello, purtroppo, non è riuscita a salirci sopra. A Poznan, in Polonia, dove ieri si sono concluse le qualificazioni olimpiche è andata come ci si aspettava dopo le batterie eliminatorie. In Cina andranno Stati Uniti e Olanda, probabilmente i due equipaggi più forti. Ma ieri nella finale del doppio pesi leggeri femminile Erika Bello e la compagna Laura Milani hanno dato tutto, cercando di contrastare atlete di valore e competitive. Alla fine l'imbarcazione azzurra ha chiuso al quarto posto con il tempo di 7'19"22. Sul podio, come detto, Olanda (oro), Usa (argento) e Polonia (bronzo). L'amarezza, inutile negarlo, c'è perché l'Olimpiade era uno degli obiettivi a cui Erika Bello puntava sin da quando, tre anni fa, ritornò a vogare. Lei, che la bandiera a cinque cerchi l'ha vista da vicino nel 1996 ad Atlanta in quegli Stati Uniti che, ironia del destino, ieri hanno strappato all'azzurra il biglietto per Pechino. A parziale consolazione resta comunque il fatto di aver tentato tutto. «Erika Bello e Laura Milano - ha detto il commissario tecnico azzurro Andrea Coppola - hanno gareggiato al limite delle loro possibilità, tenendo presente che questa ultima tornata di qualifiche olimpiche era di notevole difficoltà, con avversari ben preparati, agguerriti e tecnicamente validi». A parziale consolazione di Erika Bello, dunque, resta il fatto di aver dato tutto quello che aveva da dare, di aver lottato fino all'ultima vogata per un obiettivo che era comunque nelle sue corde. Tornare a remare dopo anni di inattività, come ha fatto lei, e piazzarsi in breve tempo (e senza sforzo apparente) nei piani alti del canottaggio internazionale non è impresa da poco. Dam.Cel. |
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ROMA - E’ un’Italia da record quella che va verso Pechino. Finora sono 307 gli azzurri che hanno ottenuto il pass olimpico e per chiudere l’elenco mancano ancora le qualificazioni del canottaggio (che terminano mercoledì a Poznan, in Polonia), dell’atletica che ha ancora diverse gare per ottenere il minimo e deve anche attendere le classifiche mondiali delle staffette (saranno ammesse a Pechino le prime 16 squadre) e adesso ha 27 azzuzzi in possesso del minimo, quindi il tennis e il beach volley. Rispetto a quattro anni fa l’Italia sarà ai Giochi con tre squadre in meno (mancano il basket maschile, il softball e il baseball) e questo comporta una riduzione di 51 atleti. Fin qui, dei 307 qualificati 186 sono uomini (il 60,6%) e 121 donne (il 39,4%). Alla fine delle qualificazioni, la squadra azzurra che sarà guidata dal capo missione Raffaele Pagnozzi, potrebbe contare 330 elementi, un numero inferiore ai 367 di Atene. Dicevamo delle squadre. L’Italia ne ha cinque (calcio maschile, volley e pallanuoto con uomini e donne) e in Europa ci sono avanti l’Olanda che ne ha 9, Russia e Germania con 7. La Francia, invece, ha qualificato solo le due formazioni della pallamano e la Grecia, che in casa aveva 14 team, a Pechino ne avrà solo due, quelli della pallanuoto. Tra pochi giorni verrà scelto il portabandiera che riceverà il tricolore il prossimo 7 luglio al Quirinale dalle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sarà un uomo e la rosa è ristretta a quattro atleti: Massimiliano Rosolino, Antonio Rossi, Stefano Baldini e Filippo Magnini. Se Baldini correrà, appare lui il favorito. L’Italia, che secondo le proiezioni stilate con i risultati dei campionati mondiali è accreditata di 44 medaglie, a Pechino potrebbe salire sul podio trenta volte. «Oltre, sarebbe una prestazione straordinaria - ha osservato Pagnozzi - mentre sotto le 27 vorrebbe dire che il nostro rendimento non è stato buono». Adesso, sempre secondo le stime, l’Italia è attestata all’ottavo posto al mondo, vicinissima alla Francia (che vanta 45 medaglie). Ottavi, gli azzurri sono stati nel medagliere di Atene 2004 e anche in Cina la lotta sarà con i transalpini, la Germania e la Gran Bretagna mentre in Europa la supremazione sarà ancora della Russia. La parte del leone in questi Giochi la reciteranno gli atleti di casa che si sono preparati al massimo per l’evento e tra loro c’è l’ostacolista Liu Xiang che ha appena perso il record del mondo dei 110 dal cubano Robles e vuole riscattarsi nello Stadio Nazionale davanti al suo pubblico. C.S. |
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POLONIA - Da oggi a mercoledì a Poznan ultima chance di qualificazione nel canottaggio ai Giochi di Pechino per 144 equipaggi da 44 nazioni. L'Italia ha già qualificato cinque equipaggi, risultato considerato al di sotto delle attese (e fra quelli rimasti fuori c'è l'otto). |
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