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Chieti - E' un accordo di programma che prevede il completamento della viabilità sul lago di Bomba e la realizzazione di interventi infrastrutturali necessari per svolgere le gare di canottaggio e canoa previste nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo quello firmato presso la Provincia di Chieti ieri mattina. L'accordo prevede l'erogazione di 500 mila euro da parte della Regione, che però non ha ancora deliberato, di 500 mila euro anche da parte della Provincia che ha già richiesto un mutuo, di 400 mila euro da parte del Comitato dei Giochi, di 50 mila euro da parte della Comunità montana Valsangro zona S e di 30 mila euro complessivi da parte dei Comuni di Bomba, Colledimezzo e Pietraferrazzana. In particolare l'intervento di Regione e Provincia consisterà nella riqualificazione funzionale della strada “lungo lago”, circa 4 chilometri, che collega i tre Comuni e nella sistemazione della viabilità di collegamento con il lago stesso. Il Comitato invece finanzierà l'allestimento del campo di gara per lo svolgimento di canoa e canottaggio e le strutture destinate a completare il campo di gara tra le quali la rimessa delle barche, la tribuna per il pubblico, il piazzale di servizio alle aree di partenza. Un ruolo importante avranno anche la società Aceaelectrabel di Roma che si è impegnata a mantenere la quota del livello del lago a 252 metri sul livello del mare nel periodo dei Giochi e la società Sangritana di Lanciano che dovrebbe riattivare, su una tratta di circa 10 chilometri, da Colledimezzo a Bomba, il cosiddetto trenino della Valle. Ma siccome al riguardo i tempi potrebbero essere lunghi, la presidente Loredana di Lorenzo si è impegnata a garantire un servizio di minibus. «Con questo accordo possiamo dire che i Giochi sul lago si faranno - ha detto il presidente della Provincia Tommaso Coletti - indipendentemente dalla Regione».
A.D’A.
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Domenica 02 Novembre 2008 |
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ROMA - Si può gioire in caso di sconfitta? Certo che sì. A me è capitato due settimane fa, a Boston, durante la Head of the Charles, la più importante regata di canottaggio del mondo. Ero lì, insieme all'equipaggio dell'Otto Veterani del Circolo Aniene. Abbiamo perso, maluccio. Anche un po' per colpa mia. Malgrado la sconfitta, però, siamo tornati in Italia felici. E adesso vi spiego perché. Come ho già scritto, lo sport è quella cosa meravigliosa dove si prova a vincere imparando a perdere. Vincere è l'eccezione. Perdere è la norma. Perché nella vita, e quindi nello sport, c'è sempre qualcuno più forte di te. Nel nostro caso, poi, la sconfitta era annunciata. Siamo otto dilettanti nel senso puro della parola, nessuno di noi è mai stato campione italiano, europeo, del mondo. Ci piace il canottaggio, lo facciamo discretamente e andiamo in giro su fiumi e laghi a misurarci con ex campioni di livello internazionale. Questo è già un successo. Per darvi un'idea di cosa abbiamo fatto noi dilettanti romani (Marcello, Paolo, Giuseppe, Roberto, Paolo, Paolo, Ferdinando ed Enrico), con al timone Gaetano (lui però mito del canottaggio), vi dò dei numeri. In una gara massacrante, che per noi è durata venti minuti (l'anno scorso diciannove, a trenta colpi di remo al minuto!), il nostro distacco dai più forti al mondo è stato di circa quattro minuti. Il 25% in più. Sarebbe come correre i cento metri, a quasi sessant'anni come me, in 12 secondi e qualcosa. Oppure fare la maratona in due ore e quaranta. O i cento metri di nuoto in meno di un minuto. Insomma, tempi da fantascienza. E questo si ottiene allenandosi e facendo grandi sacrifici. Insomma, perdere così è una soddisfazione. Dimenticavo il nostro piazzamento: terz'ultimi tra i cinquantenni. Ma primi degli italiani, perché dietro a noi ci sta il Circolo Tevere Remo. Per il quale vale lo stesso ragionamento: bravi comunque. Per fortuna, a Boston, avevamo dei compagni di Circolo Aniene che sono andati meglio di noi. Innanzitutto l'equipaggio femminile, allenato da Giulia Benigni, che ha stampato un tempo da record. Sono anche loro terz'ultime, ma sono sicuramente tra le prime cento dilettanti al mondo. Evviva! Poi il quattro di coppia maschile (Marco, Luca, Roberto, Riccardo), anche loro terz'ultimi ma alla prima esperienza e con un tempo super. In Quattro quasi come un Otto. E infine la nostra Nazionale dei quarantenni, guidata dall'olimpionico Raffaello Leonardo (Fabio, Claudio, Michele, Andrea, Andrea, Stefano, Cristiano) che sono arrivati decimi. E questo decimo posto, con un tempo di valore assoluto, è un successo strepitoso perché mai nessun circolo italiano era entrato, a Boston, nel giro dei migliori del mondo. Aggiungo qualche nota di colore. La Head of the Charles è la Wimbledon del canottaggio. Chi non l'ha mai fatta non può dire di avere provato sul serio la gioia del remo. E' una festa popolare, un trionfo della lealtà sportiva. E' la passione, la forza, il sacrificio, la voglia di competere, di imparare, di soffrire. E' il sogno degli uomini migliori: quello di provare a superare i propri limiti. E' la fuga dalla meschineria quotidiana. E' una piccola grande avventura. Che dura solo venti minuti. Ma dopo ore e ore passate in palestra, sul fiume, ad allenarsi, a sognare. Lo sport è questo sogno. Che finisce sempre bene. Comunque.
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ROMA - Una notte di emozioni nel segno dell’Aniene. Sport e musica all’Auditorium di via della Conciliazione con il maestro Ennio Morricone, socio del sodalizio romano e autore dell’inno del circolo, Vittoriosi, che lo stesso Morricone ha composto. E con gli atleti, i veri protagonisti della serata, i campioni che nell’ultimo quadriennio olimpico hanno portato a casa 133 titoli nazionali e 17 europei ma, soprattutto, tre medaglie tra Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino senza dimenticare i sette quarti posti, sempre ai Giochi. L’Aniene è una grande realtà sportiva, e non solo perché a Pechino è stato il primo sodalizio civile. E’ un punto di riferimento per tanti campioni che grazie alle attenzioni del club possono essere atleti a tempo pieno così come in passato lo sono state società quali la Sisport a Torino, la Snia a Milano e, nell’atletica, l’Alco a Rieti nei primi anni Settanta. Giovanni Malagò, il presidente dell’Aniene, ha trasformato l’antico - è nato nel 1892 - circolo della Capitale. Sulle rive del Tevere lo sport è sempre stato di casa ma lui ha dato un’ulteriore impulso all’attività portandola ad altissimo livello, chiamando grandi atleti, i campioni che sono, sempre, il traino per i giovani. E all’Aniene i ragazzi romani possono cimentarsi nello sport, seguiti con attenzione nei corsi ammirando, accanto a loro, i big. Parliamo di Brembilla, di Bossini, Cassio, Galenda, Federica Pellegrini ma anche Josefa Idem, Elia Luini, Carlo Mornati e gli straordinari atleti paralimpici Paola Protopapa e Luca Agoletto. «I nostri numeri nascondono molto lavoro - ha spiegato Giovanni Malagò - che è svolto con competenza, passione, volontariato». Non si ferma mai, lui e il suo circolo. Ad agosto c’erano sei cantieri aperti per potenziare l’impiantistica dell’Aniene. «Tre sono già chiusi - ha affermato il presidente - e altri tre, tra i quali la riqualificazione della Fonte dell’Acqua Acetosa e la nuova piscina in via della Moschea, lo saranno a breve». Ospiti illustri sabato sera per la Serata d’Onore dell’Aniene: Gianni Letta e Rocco Crimi con le rispettive signore, presidenti fedarali da Franco Chimenti a Paolo Barelli e Renato Nicetto oltre a Luca Pancalli, vice presidente del Coni (mancava invece il numero uno del Foro Italico, Gianni Petrucci). Quindi Francesco Totti, che ha preferito la musica alla partita della nazionale di calcio, con Ilary Blasi, Virna Lisi, Piero Marrazzo, Cesare Romiti, Tronchetti Provera, Dino Zoff, Mario Pescante. L’elenco è, però, lunghissimo. Festa per gli atleti, i campioni, che sono saliti sul palco dove sono stati celebrati da Jacopo Volpi e Alessia Marcuzzi. Boggiatto ha ricordato il suo quarto posto, il terzo di fila, da Sydney 200 a Pechino 2008, nei 400 misti, Luca Agoletto e Paola Protopapa, lei Aniene doc con una frequentazione del circolo ultra ventennale, hanno raccontato le emozioni del loro oro nel canottaggio nel 4 con alle Paralimpiadi e il loro desiderio di essere atleti veri. «La mia prossima sfida - ha raccontato Paola - potrebbe essere nella vela». Josefa Idem ha rivisto la sua finale olimpica, quella del K1 500 metri che l’ha lasciata al secondo posto per 4 millesimi di secondo. «Non ho avuto un attacco di cuore - ha ricordato la 44enne Josefa - perché lì non ho capito come fossi arrivata. Quando ho saputo di essere sul podio, ho esultato. Certo, 4 millesimi... Tranquilli, vado avanti, non smetto». Federica Pellegrini, elegantissima con il suo abito nero e i tacchi a spillo, ha pensato tanto a se stessa. «Grazie Aniene, ma l’oro dei 200 è mio. La dedica? Solo per me, nessuno ci ha messo nulla, neppure i miei genitori», ha detto Fede per la felicità di mamma e papà. Poi spazio alle note, al maestro Morricone, anche lui socio dell’Aniene. Con l’orchestra di Roma Sinfonietta e il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano Morricone ha ripercorso, un’ora di musica, la colonna sonora della sua straordinaria carriera, da Il clan dei siciliani a Metti una sera a cena, quindi Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il west, Come in cielo così in terra concludendo con i 4 minuti e mezzo di Vittoriosi, l’inno del circolo.
di CARLO SANTI |
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ROMA - Trionfi sportivi e grandi emozioni ieri sera all’Auditorium Conciliazione, dove si è tenuta la Serata d’onore, la premiazione con la quale il Circolo Canottieri Aniene ha inteso omaggiare, con il tradizionale Collare d’oro e la Stella d’oro al merito sportivo, gli atleti e consoci che hanno trionfato a Pechino in occasione delle Olimpiadi 2008. Tra gli sportivi premiati, tutti emozionati, l’oro Federica Pellegrini, elegantissima in un ultrafemminile tubino nero molto “Chanel”, ma anche la teutonica medaglia d’argento per la canoa Josèfa Idem, e i due ori paralimipici di canottaggio, Paola Protopapa e Luca Agoletto. Non solo soddisfazioni sportive: il Premio Oscar Ennio Morricone, socio da più di vent’anni del Circolo, ha pensato di dedicare un canto di trionfo al Circolo, ponendo come sola condizione che divenisse l’inno del Sodalizio. E non si è fermato qui: insieme all’Orchestra Roma Sinfonietta, ha infatti regalato un Amarcord delle sue composizioni cinematografiche. Da “La leggenda del pianista sull’Oceano”, alle melodie di “Metti una sera a cena”, fino agli storici temi western di Sergio Leone, arrivando alle note struggenti del tema principale di “Nuovo Cinema Paradiso”, il grande Ennio ha fatto rivivere agli oltre mille e ottocento presenti le emozioni del grande cinema, oltre che quelle del grande sport. Moltissimi i presenti che dalle 19 circa hanno letteralmente intasato via della Conciliazione. Tra soci e invitati Rocco Crimi con la moglie Ester e Altiero Matteoli ma anche Virna Lisi, Vittoria Belvedere. Arrivano anche Marco Tronchetti Provera con Afef, Augusto Fantozzi con la moglie. Estasiato il Presidente del Circolo dell’Acqua Acetosa, Giovanni Malagò, fiero di poter riunire attorno a sé i soci più cari, ai quali era stata raccomandata, in segno di appartenenza al clan, l’uso della cravatta sociale a righe con i tradizionali colori giallo e turchese. Ci sono anche Gianni e Giampaolo Letta, lo sportivissimo Francesco Totti accompagnato dalla moglie Ilary, Dino Zoff anche lui con la moglie e l’avvocato della Federcalcio Luca Pancalli. Enorme l’affluenza dei soci, sempre molto solleciti negli eventi. A presentare il tutto la solare Alessia Marcuzzi, amante dello sport ma anche figlia di uno dei soci del circolo, insieme a Jacopo Volpi, direttore di RaiSport. A godersi la serata anche Alfredo Antoniozzi e Paolo Buzzeti, Francesco Ardenisio Carducci e Carlo Verdone accompagnato dal figlio Paolo e i due fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, grandi affezionati del circolo dell’Acqua Acetosa, insieme a Franco Carraro, a Franco Chimenti e a giovani e vecchie leve della Roma “canottiera”.
di VALENTINA TOCCHI |
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SERRAPETRONA - Recuperare l'anima del lago di Caccamo per poi consegnarla al turismo e allo sport. La volontà comune, che ha riunito intorno a un tavolo Comunità montana dei Monti azzurri, Enel, Arpam e assessore regionale all'Ambiente, Gianluca Carrabs, è infatti quella di consentire al lago di ospitare gare di canottaggio. L'Enel, gestore dell'invaso, ha confermato che l'impianto è in regola con tutte le normative di sicurezza. «Adesso bisogna studiare un piano di recupero - ha dichiarato Giampiero Feliciotti, commissario della Comunità montana - rimuovere la melma e pensare a una pulitura costante a monte del bacino. Per non vanificare l'impegno profuso e gli investimenti fatti finora, che non possono essere giustificati da una gara di canoa all'anno». La Regione, dalla sua, è disposta ad aprire un tavolo tecnico per studiare la proposta.
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Campioni in acqua nella ventiduesima edizione della prestigiosa “Coppa Tevere”, tradizionale appuntamento remiero tra i circoli di Roma conteso quest’anno dai Canottieri Tirrenia Todaro, organizzatore e campione in carica della kermesse, Aniene, Lazio, Tevere Remo e Dopolavoro Ferroviario. Una gara con un sola finale dopo l’auto-squalifica del team del Tevere Remo. Tifo da stadio a riva e grande battaglia in acqua tra gli “otto fuori scalmo” delle finaliste Tirrenia Todaro e Aniene che ha messo in barca olimpionici del calibro di Patrick Casanova, Roberto Blanda, Gianluca Farina e Gaetano Iannuzzi. Battaglia serrata sul Tevere risolta sul filo di lana, quasi con un colpo di reni, dalla Tirrenia Todaro vincitrice ancora una volta dell’ambito trofeo. Battaglia anche per le altre gare della giornata che hanno riguardato il “Memorial Baiocchi”, il “Memorial Dal Ponte” - a cui hanno partecipato solo equipaggi femminili - e il ”Trofeo Milazzo”, vinti tutti e tre ancora una volta dal Tirrenia Todaro che ha così confermato la sua ottima forma atletica. Invece il “Memorial Tilli” di canoa è stato conquistato dai ragazzi del Canoanium Subiaco. Congratulazioni per i vincitori della Coppa Tevere - D’Elia, Baiocchi, Querzoni, Jacoangeli, Carloni, Cignarella, Rossitto, Amato e il timoniere Baliva - da parte del presidente del club Giorgio Gatti, del presidente del Comitato Lazio Canottaggio Marcello Scifoni, del presidente del club circoli sportivi storici Francesco Buccioni, e complimenti agli equipaggi dall’olimpionico e neo tecnico della Tirrenia Emilio Trivini. In acqua anche la medaglia d’oro delle Paraolimpiadi di Pechino Paola Protopapa, per l’Aniene, e i team maschile e femminile di Oxford. Dopo gli allori, goloso lunch-buffet.
di LUCILLA QUAGLIA |
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Mercoledì 24 Settembre 2008 |
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LAZIO - Un anno grigio con un raggio di luce proprio nel finale. Si può definire così la stagione di Erika Bello. La campionessa civitavecchiese di canottaggio è infatti reduce dal bronzo conquistato insieme alla sua compagna di club nella Lazio, nonché amica, Gabriella Bascelli nel doppio senior agli Europei di Grecia. Un risultato che ha mitigato un po’ dell’amarezza accumulata dalla vogatrice locale nei mesi precedenti. Erika, infatti, ha mancato prima la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino nel doppio pesi leggeri, in coppia con Laura Milani, e successivamente anche quella ai Mondiali di Linz nel singolo. La seconda delusione è però figlia della prima, come spiega la stessa atleta. «Il mio grande desiderio - afferma - era quello di andare ai Giochi cinesi. Io e Laura avevamo lavorato tanto per riuscirci, ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Però voglio anche ricordare che siamo state battute dall’Olanda che poi si è laureata campione olimpica. Questo per dire che la concorrenza era molto agguerrita. Sfumata Pechino - continua la Bello - ho avuto un contraccolpo piscologico e ho fallito anche l’accesso ai Mondiali. Ma in questo caso il dispiacere è stato minore, proprio perché l’obiettivo primario erano le Olimpiadi. Un voto alla stagione? Direi un 6 e mezzo». Valutazione giusta considerando la seconda parte dell’annata. Erika ha infatti dimostrato grande forza di reazione. Smaltito il doppio fallimento, è tornata ad allenarsi, puntando sul doppio senior insieme alla Bascelli. Una barca con le ha dato subito soddisfazioni: il titolo italiano (ai tricolori ha conquistato pure l’argento nel singolo) e poi il bronzo europeo. «Un ottimo risultato - sottolinea la civitavecchiese -. Abbiamo preparato la gara in pochi giorni eppure siamo state lo stesso competitive. In finale siamo rimaste sempre nelle primissime posizioni, arrivando vicinissime all’Ucraina e alla Polonia che ci ha soffiato l’argento per soli 77 centesimi». Dunque, un equipaggio con buone prospettive, anche per la nazionale. «Io e Gaby (Bascelli, ndr) - spiega la Bello - abbiamo sempre detto di credere in questa barca e lo abbiamo confermato in acqua. Però è presto per azzardare previsioni. Ora sia lei che io ci prenderemo una vacanza (Erika prima si cimenterà in canoa la prossima settimana ai Campionati del mare a Trieste, ndr) e poi a metà ottobre insieme ai tecnici della Lazio decideremo il da farsi. Noi la voglia di proseguire questa esperienza l’abbiamo. Speriamo che ce ne diano la possibilità. ed è ovvio che gareggiando nel doppio senior con la nostra società, avremmo più chance anche per la nazionale...». Prossimi obiettivi? «Penso soprattutto al Mondiale 2010 in Nuova Zelanda e spero proprio di disputarlo con Gabriella Bascelli sul doppio senior». Ma Mondiali ed Europei ci sono anche nel 2009. «Sì, ma avrei anche qualche programma extrasportivo - risponde sorridendo la Bello -. Sono sposata da cinque anni e se si verificasse un lieto evento... Ma poi sarei pronta a ricominciare. Josefa Idem (argento nella canoa a Pechino, ndr) ha dimostrato che si può». In bocca al lupo, Erika. Per tutto. A.B.M.
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Domenica 21 Settembre 2008 |
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CIVITAVECCHIA - Medaglia doveva essere e medaglia è stata, anche se per un nulla poteva essere di un metallo diverso. Si chiude con un bronzo l'avventura di Erika Bello e Gabriella Bascelli ai Campionati Europei di canottaggio svoltisi a Maratona in Grecia. Ieri mattina, infatti, il duo azzurro è salito in barca per affrontare la finalissima del doppio senior femminile. Duemila metri percorsi con grande determinazione contro avversarie di tutto rispetto. Bello e Bascelli partono forte e ai 500 metri passano al primo posto. A questo punto l'Ucraina inizia però ad alzare il ritmo vogata dopo vogata e al secondo intertempo passa dal sesto al primo posto. L'Italia riesce comunque a rimanere in scia anche ai 1500 metri. Una situazione che lascia ottime possibilità di chiudere con la medaglia d'argento. Poi, a poche centinaia di metri dall'arrivo, si completa la rincorsa della Polonia che in volata precede Bello e Bascelli di soli 77 centesimi di secondo (6'57"33 il tempo polacco, 6'58"10 quello italiano) e le relega sul gradino più basso del podio. Un risultato che comunque ha suscitato la soddisfazione di tutto l'ambiente azzurro, anche perché le due atlete (compagne di club nella Lazio) si allenano insieme in questa specialità da poco tempo, come conferma anche il commissario tecnico della nazionale, Andrea Coppola. «Un esperimento discretamente riuscito - afferma - con un'atleta peso leggero (Erika Bello, ndc) e un'atleta senior (Gabriella Bascelli, ndc) che si sono confrontate con l'equipaggio ucraino, sesto alle Olimpiadi, e hanno combattuto riuscendo a portare a casa la medaglia che era il loro obiettivo». Felice anche la stessa Erika Bello, che nel giro di nemmeno dieci giorni si è messa al collo un argento nel singolo pesi leggeri e un oro nel doppio senior agli Italiani di Varese e ora il bronzo agli Europei. «Siamo davvero molto contente per come è andata - racconta la vogatrice civitavecchiese - abbiamo disputato una buona finale, la barca andava bene e senza problemi». Qualche rammarico per l'argento sfumato in extremis? «Un pochino - risponde Erika - anche se alla fine non possiamo rimproverarci nulla. Abbiamo lavorato per puntare al podio e la medaglia è arrivata. Ha vinto l'Ucraina che è un equipaggio reduca da una finale olimpica, non l'ultimo arrivato. Quanto alla Polonia, ha effettuato un finale di gara ottimo e ci ha superato di pochissimo. Potevamo prendere l'argento, è vero, ma alla fine c'è la consapevolezza di aver lottato testa a testa con atlete di altissimo livello e di aver comunque fatto un’ottima figura».
di DAMIANO CELESTINI |
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PESCARA – Antonio Rossi e Josefa Idem sono senza alcun dubbio uno spot fantastico per la promozione del mondo del canottaggio. Purtroppo spesso la situazione appena si scende di qualche gradino è più difficoltosa, ma fa piacere apprendere che domani la città di Pescara tornerà ad ospitare una manifestazione di questa discipline nelle acque del fiume Pescara. Si tratta del primo trofeo Canottieri Pescara di canoa amatoriale., un modo semplice per tornare a parlare e scrivere di uno sport che anche a Pescara ha una certa tradizione. La partenza verrà data in via Spalti del Re, cioè davanti alla storica sede della Canottieri e le prime gare si disputeranno a cominciare dalle 9.30, con una presenza annunciata di una trentina di atleti agonisti provenienti anche dalle regioni limitrofe. Di seguito sarà la volta della competizione amatoriale, cui potranno prendere parte i semplici possessori di canoe e kayak. Il percorso sarà di 2 km. Oltre al significato sportivo, questo evento sarà di rilievo per la riscoperta del fiume Pescara dal punto di vista paesaggistico. LAZIO - Nonostante lo zampino molesto del maltempo, Erika Bello e Gabriella Bascelli centrano la finale del doppio senior. Un venerdì caotico quello vissuto ieri a Maratona, in Grecia, dove si stanno svolgendo i Campionati Europei di canottaggio. Le previsioni meteorologiche, non esaltanti per il week end greco con vento e temporali che avrebbero reso impraticabile il campo di regata, hanno costretto di fatto gli organizzatori a stravolgere totalmente il programma gare della kermesse continentale. Tutto questo, però, non ha disturbato più di tanto la concentrazione del duo azzurro Bello-Bascelli che è riuscito a raggiungere la finalissima per il podio anche se passando per i ripescaggi. Nella batteria eliminatoria del mattino, infatti, la vogatrice civitavecchiese e la compagna di club della Lazio hanno chiuso alle spalle della Polonia della coppia composta da Fularczyk e Madaj. Una gara di rincorsa per l'equipaggio italiano, che ai 500 metri era terzo alle spalle delle polacche (che hanno guidato la gara dall'inizio fino alla fine) e delle padrone di casa della Grecia. Poi a metà batteria il sorpasso sulle elleniche e il tentativo di riacciuffare la Polonia. Tentativo purtroppo sfumato, anche se di poco, considerato che il doppio italiano ha chiuso con il tempo di 6'59"33, due secondi di ritardo rispetto alle avversarie. Un secondo posto che ha dunque spedito Erika Bello e Gabriella Bascelli ai recuperi, che in base al programma si sarebbero dovuti svolgere oggi. Ma come detto la Fisa (la Federazione internazionale) ha deciso di condensare tutti gli appuntamenti e così ieri nel primo pomeriggio le azzurre sono tornate di nuovo in barca per contendersi la finale con Grecia, Bulgaria, Gran Bretagna, Romania e Lituania. Una gara decisamente senza storia, con l'imbarcazione italiana che è rimasta sempre al comando per tutti i 2000 metri della regata, chiudendo in 7'11"53 ovvero quasi cinque secondi di vantaggio sulla Grecia, classificatasi al secondo posto. Questa mattina, con inizio alle 9,20, la tanto attesa finale con il duo Bello-Bascelli agguerrito più che mai a conquistare la medaglia d'oro. Un titolo europeo per il quale le azzurre si sono preparate per mesi. Ma la concorrenza che troveranno sarà molto elevata, con ben quattro equipaggi in lizza per tre medaglie: oltre all’Italia, la Bulgaria, l’Ucraina e la Polonia. A chiudere il prospetto della finale ci sono Grecia e Gran Bretagna che però non dovrebbero competere per il podio.
di DAMIANO CELESTINI |
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VARESE - Il fascino del canottaggio è anche in queste competizioni dove si gareggia solo per una medaglia. Ieri sul lago di Varese, uno dei sancta sanctorum per i vogatori italiani, si sono conclusi i campionati italiani Assoluti, Pesi leggeri e Juniores. Per Simone Venier, 24 anni, di Terracina, argento nel “quattro di coppia” alle Olimpiadi di Pechino è stato il nono titolo italiano vinto. Ovviamente nel “quattro di coppia” targato Fiamme Gialle di Sabaudia: con il giovane fuoriclasse anche gli altri due argenti cinesi, Simone Raineri e Luca Agamennoni. Il quarto componente è stato Matteo Stefanini, toscano esuberante, che ha sostituito quel Rossano Galtarossa che a Pechino, nella sua quinta olimpiade ha conquistato un argento per la Canottieri Padova per la quale gareggia. Ma Rossano, un vero esempio di stile e longevità sportiva, sulle acque della Schiranna si è fatto vedere: eccome. Ha conquistato il suo settimo titolo italiano nel singolo: uno skiff imbattibile il suo. E fa davvero piacere anche il successo di Romano Battisti, fuoriclasse del remo nato a Priverno ma di casa anche a Maenza: Battisti, 22 anni, da pochi mesi voga con le Fiamme Gialle di Sabaudia dopo alcuni anni di successi conquistati per i colori dell’Aniene di Roma. Sul “quattro senza” assoluto delle Fiamme Gialle, Romano Battisti ha vinto (con Sergio Canciani, Andrea Tranquilli e Domenico Montrone) battendo altri due equipaggi pontini: seconde le Fiamme Oro (Dell’Aquila, Caianiello, Cozzi e Amitrano) e terza la Marina Militare (Mautone, Cascone, Cerasola e Sancassani). Per Battisti, che quest’anno si è riconfermato campione mondiale under 23, l’obbiettivo sono le Olimpiadi di Londra 2012. «E’ un atleta che promette davvero bene spiega il coach della Marina Militare, Giovanni Lepore che è anche il tecnico federale della Nazionale under 23 ed è in continua evoluzione tecnica e agonistica». E la Marina Militare sul lago lombardo non ha davvero deluso: il ”due senza” maschile (Luigi Scala e Gennaro Gallo) ha chiuso secondo dietro l’Aniene di Roma con i fuoriclasse Raffaello Leonardo e Giuseppe De Vita. Ma è il “due senza” femminile di Samantha Molina e Simona Roccarina a dare l’oro alla Marina Militare battendo le due romane dell’Aniene Cristina Romiti e Camilla Espana. Un grande risultato per due ragazze nate e cresciute a Borgo Hermada, frazione di Terracina, e che sotto la guida del coach Giovanni Lepore stanno tornando davvero e prepotentemente in auge. E in auge resta la formidabile vogatrice di Civitavecchia Erika Bello: per lei un oro nel “doppio” e un argento nel singolo.
di ALDO CEPPARULO |
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Domenica 14 Settembre 2008 |
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VARESE - Il canottaggio italiano sul lago di Varese. Alla Schiranna, ieri, è iniziato il massimo appuntamento remiero nazionale. Dal tabellone sono scomparse alcune formazioni forse iscritte per ragioni tattiche, ma nonostante tutto la partecipazione è molto interessante. Rispetto ai valori iniziali: 109 equipaggi femminili (230 atlete) e 274 al maschile (744 atleti). Per quanto riguarda le società pontine a catalizzare l’attenzione è lo scontro tra due singoliste della categoria pesi leggeri si tratta di Enrica Marasca e Laura Milani. Ieri entrambe hanno vinto la propria batteria: Enrica Marasca, della Marina Militare di Sabaudia, ha chiuso i duemila metri di regata in 7’57” battendo Giulia Pollini (Cernobbio) e Manuela Fahme (Padova Canottaggio). Laura Milani (Fiamme Gialle Sabaudia) ha invece battuto in 7’51” la fuoriclasse della Lazio, Erika Bello; terza Elena Casiraghi (Canottieri Milano). Per la Marasca, 25 anni, di Borgo Vodice, che è nata agonisticamente con la Forestale di Roberto De Piccoli, è un bel rientrare in gara dopo alcuni importanti acciacchi. Ma grazie all’ambiente della Marina Militare e al suo coach Giovanni Lepore, la riccioluta vogatrice sta ritornando ai livelli di qualche anno fa. Ma Laura Milani, vogatrice meneghina in forza alle Finanza allenata dal dt Franco Cattaneo, nella finale di oggi sarà davvero un osso duro da battere. E oggi in gara nelle finali la Marina Militare schiera anche il “due senza” femminile con Samantha Molina e Simona Roccarina. Oggi le Fiamme Gialle schierano anche tre medagliati di Pechino (Simone Raineri, Simone Venier e Luca Agamennoni) con Matteo Stefanini sul “quattro di coppia” per il quale conquistare il titolo tricolore assoluto dovrebbe rivelarsi una pura formalità.
di ALDO CEPPARULO |
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VARESE - Erika Bello vuole l'en plein. Oggi e domani a Varese nell'acque dello Schiranna arriveranno i migliori vogatori dello Stivale per contendersi i titoli italiani assoluti e juniores. Tra loro, con il body del Circolo Canottieri Lazio, Erika Bello chiamata a difendere il doppio titolo (singolo pesi leggeri e doppio senior) conquistato un anno fa in quel di Ravenna. Una kermesse, quella tricolore, che vedrà affrontarsi i migliori atleti italiani delle categorie pesi leggeri, senior e juniores per un totale di 860 canottieri in rappresentanza di 107 società. Si parte questa mattina, intorno alle 11, con le batterie eliminatorie del singolo con la Bello (arrivata ieri a Varese) decisa come non mai a chiudere subito il discorso qualificazione alla semifinale, che si disputerà domani alle 8 (alle 11 la finale). Quanto al doppio senior, la vogatrice civitavecchiese dovrà attendere domani, con le qualificazioni alle 13.50 e la finale alle 18.30. Insieme a lei la compagna di squadra Gabriella Bascelli (in barca alle Olimpiadi Pechino) con cui cercherà di mettersi al collo l'oro. Un obiettivo per il quale la Bello sta lavorando già da mesi arrivando anche a Johannesburg (dove è nata la Bascelli) per uno stage di allenamento con i tecnici della nazionale sudafricana. Non solo, questo appuntamento rappresenta una tappa fondamentale per il duo della Lazio che il prossimo fine settimana salirà di nuovo in barca per partecipare ai Campionati Europei di Atene. ««Sono tranquilla - ha detto Erika Bello - anche perché in queste settimane ho lavorato bene e con Gabriella l'intesa c'è. La concorrenza è tanta e agguerrita ma ho voglia di confermare quanto di buono fatto lo scorso anno»». Da segnalare, infine, che a Varese sarà presente anche Il Circolo Canottaggio Civitavecchia Imca che parteciperà nella categoria junior. Per la società di Gianfranco Tranquilli l'obiettivo è ovviamente fare una buona figura e chissà che non ci scappi anche una medaglia.
di DAMIANO CELESTINI |
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Venerdì 12 Settembre 2008 |
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Arriva dalle Paraolimpiadi Pechino una delle gioie più grandi dello sport umbro. Nel giorno del suo 46esimo compleanno, il perugino Luca Agoletto ha conquistato la medaglia d'oro con l'equipaggio del "quattro con" di canottaggio adaptive rowing, insieme a Paola Protopapa, e i non vedenti Daniele Signore e Graziana Saccocci, guidati dal timoniere Alessandro Pranzetti. Con il tempo di 3'33"13: davanti a Stati Uniti (3'37"61) e Gran Bretagna (3'38"37). Agoletto era alla sua Paralimpiade, costretto ad una disabilità dalle lesioni agli arti inferiori. Ha un fisico statuario, con 190 cm di altezza e 86 kg di peso. Divorziato, con un figlio (Carlo, 18 anni), vive a Roma. Dirige palestre ed è specialista in riabilitazione psicomotoria. In passato ha praticato nuoto, paracadutismo e pentathlon. E' tesserato per l'Aniene. «Sono legato a Perugia perché vi sono nato, anche se questo è avvenuto casualmente - dice - in quanto mio padre lavorava lì in Banca d'Italia. Sono romano di fatto e di dialetto. Oltre allo sport la mia grande vocazione era di arruolarmi nei Carabinieri e ci sono riuscito. Ho frequentato le Scuole Sottufficiali di Velletri e di Firenze. I carabinieri lo hanno congedato nel 2004 col grado di maresciallo Ups per inabilità, a causa di un incidente accadutogli in servizio. "Ho avuto la gamba destra rotta con frattura multipla esposta, che mi ha comportato un accorciamento dell'arto di 3 cm; il ginocchio sinistro è stato a sua volta colpito da schegge ossee, fuoriuscite dall'altra gamba, il che mi ha provocato una gonartrosi da trauma. Per molto tempo ho creduto di essere finito come sportivo». Invece c'è stata dopo un anno la scoperta del remoergometro, che è ottimo per rieducare al movimento gli arti malandati, diventando così istruttore di rowing (la disciplina nata dalla fusione tra canottaggio e fitness). Da Pechino il presidente del Comitato italiano paralimpico umbro, Francesco Emanuele, ha manifestato la sua grande gioia. «Vedere un'atleta perugino sul gradino più alto del podio ad un Olimpiade è la mia più grande soddisfazione da presidente - ha detto - perché è il premio ad un'attività fatta con passione in tante discipline, da tanti volontari e con tanti sacrifici. Vogliamo che questo oro sia un punto di partenza e non di arrivo, per permettere allo sport umbro dei disabili di regalare altre grandi gioie allo sport nazionale. In questa giornata storica, chiedo che le Istituzioni ci stiano vicine, perchè solo con il loro aiuto potremo fare grandi cose». Ma non si smette di sognare...
di LUCA BIANCHINI |
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Giovedì 04 Settembre 2008 |
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PERUGIA - Il canottaggio ancora protagonista a Pechino. Questa volta ai Giochi Paralimpici. L’altra Olimpiade, che inizierà sabato, per chiudersi il 17 settembre. Il perugino Luca Agoletto, 36 anni, tesserato per l'Aniene sarà in gara nel canottaggio nel quattro con. |
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LATINA - Oggi, 24 anni fa, nell’ospedale di Latina nasceva Simone Venier, il canottiere delle Fiamme Gialle di Sabaudia che a Pechino ha conquistato la medaglia d’argento nella regata del “quattro di coppia” assoluto. Un compleanno davvero speciale per il ragazzone di Terracina che ha iniziato a vogare proprio con le Fiamme Gialle con il coach Lorenzo Gattuso che per un quarantennio a Sabaudia è stato il vate del settore giovanile. «Era una ragazzino ma si vedeva già che era predisposto per lo sport del remo ricorda Gattuso, 60 anni, pensionato, intento a innaffiare il giardino della sua villetta di Sabaudia del resto lo era anche il papà Silvano che ho avuto anche lui come allievo». Due talenti del remo: Silvano passò da senior sotto la guida del grande Vittorio Catavero, Simone invece è stato affidato a Franco Cattaneo. E il coach Cattaneo, dt delle Fiamme Gialle, è stato anche il tecnico che ha seguito il “quattro di coppia” che a Pechino si è dovuto inchinare solo alla potenza della Polonia. Un quadruplo che aveva a bordo ben tre finanzieri: oltre a Venier, Simone Raineri (il capovoga) e Luca Agamennoni, il quarto azzurro era Rossano Galtarossa, fuoriclasse della Società canottieri Padova che a 36 anni ha disputato la sua quinta olimpiade. Ma oggi Simone Venier festeggerà in famiglia il suo 24° compleanno: con mamma Luciana Mezzi, papà Silvano e la sorella Chiara che è in dolce attesa. Tra meno di un mese dovrà tornare a gareggiare: sul lago di Varese si disputeranno i campionati italiani assoluti. E indovinate Simone con quale barca gareggerà? «Sul “quattro di coppia” sorride Cattaneo con Raineri, Agamennoni e... il quarto atleta per il momento è ancora da decidere». E per oggi a Simone gli auguri da tutti gli appassionati di canottaggio. Buon compleanno! di ALDO CEPPARULO |
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