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La costruzione delle imbarcazioni moderne offre la possibilità di apportare regolazioni individuali ai banchi di voga. Per ottenere il miglior rendimento dell'attrezzo (imbarcazione) è necessario eseguire le regolazioni tenendo presenti gli aspetti tecnici e fisiologici di ciascun vogatore. D'altro canto, lavorando su imbarcazioni mal regolate, si creano dei problemi per i vogatori; naturalmente in questo modo non si può ottenere un buon rendimento. Andiamo a vedere i punti principali che possiamo regolare e che bisogna controllare affinchè il vogatore abbia un corretto "posto di lavoro". 
Si deve procedere all'adattamento della barca nell'ordine seguente:
Guida Pedaliera Altezza della pedaliera Distanza degli scalmi dal centrobarca Altezza degli scalmi Remi Inclinazione laterale Inclinazione
Punto A - Le guide (fig. 2b) 
La lunghezza della guida può variare tra i 65 cm, nelle barche vecchie, fino a 85 cm in casi estremi. La lunghezza normale è di 70-75 cm.
Punto B - Le pedaliere Le pedaliere si regolano secondo la lunghezza delle gambe del vogatore, ma si deve tenere in considerazione anche la posizione del vogatore rispetto alla scalmiera. Non si deve lavorare con angoli troppo stretti rispetto alla palata. Attenzione! Si possono eseguire altre regolazioni dopo aver terminato la regolazione A + B, se le guide danno fastidio ai polpacci.
Punto C - L'angolo e l'altezza delle pedaliere (fig. 3b) 
In quasi tutte le parti delle pedaliere è fissato dal costruttore dell'imbarcazione e non si può modificare. Dove è possibile regolare un angolo di 40-45° darà una posizione confortevole. In tutte le barche nuove l'altezza si può regolare abbassando la parte del tallone o alzando il traversino di fissaggio del puntapiedi.
Regolando l'altezza delle pedaliere sorge una contraddizione e cioè, nello stesso momento in cui, per un problema di equilibrio, conviene tenere il peso del vogatore il più basso possibile, non conviene che sia elevata la distanza tra la parte più bassa delle pedaliere ed il carrello. E' importante ottenere per il vogatore una posizione comoda che gli permetta di realizzare un lavoro in libertà e agilità.
Punto D - Distanza della scalmiera dal centro (figura 4b) 
Per distanza della scalmiera dal centro si intende la distanza della scalmiera dalla linea centrale longitudinale della barca. Questa distanza varia da un tipo di barca all'altro, sopratutto in considerazione del peso e della forza dell'equipaggio. Per prima cosa si misura la larghezza della barca (1); poi si misura dal bordo fino al centro del perno della scalmiera (2). Se si somma il risultato della misura (2) e la metà della misura (1), si ottiene il risultato (3) che è la distanza della scalmiera dal centro della barca. Questo lavoro deve essere eseguito in tutti i posti della barca, poichè la larghezza non è uguale dappertutto.
Punto D - Distanza della scalmiera dal centro nelle barche di punta (fig. 5b) 
Come regola generale le imbarcazioni più veloci usano una distanza minore di quelle più lente. Di solito si usano le seguenti misure: - otto 80-82 cm
- 4 senza 82-84 cm
- 4 con 84-85 cm
- 2 senza 85-87 cm
- 2 con 86-88 cm
Punto D - Distanza della scalmiera nelle barche di coppia (fog. 6b) 
Nelle barche di coppia le caratteristiche individuali hanno maggior influenza, e queste sono le misure più correnti: Skiff 158-160 cm Doppio 156-158 cm Quadruplo 156-158 cm
Punto E - Altezza della scalmiera (fig. 7b) 
Generalmente è più redditizia una posizione della scalmiera bassa, però dobbiamo tenere in considerazione il vogatore e rendergli possibile una posizione naturale in barca, con spazio sufficiente affinchè le mani si muovano comodamente sopra le coscie e i bordi della barca. Il disegno mostra alcune misure di altezza (della scalmiera) per acqua tranquilla (in mm.). La scalmiera deve essere come minimo a 50 mm sopra il bordo. Ogni posto della barca è soggetto a misure individuali, che devono tenere in considerazione sia il tempo atmosferico che lo stato dell'acqua, per permettere alla pala di compiere nella ripresa tutti i movimenti senza difficoltà.
Punto F - Remi (Leva interna ed esterna) (fig. 8b) 
Il collare divide il remo in due parti: leva interna A e leva esterna B. La leva interna si misura dall'estremo dell'impugnatura fino alla superficie di contatto del collare con la scalmiera. La leva esterna si misura da quest'ultimo punto fino all'estremità della pala. La lunghezza normale, nei remi di punta, è di 380-385 cm. Il tipo di remo più utilizzato è il Macon, con la pala di circa 1000 cm2 di superficie. La pala ha una curvatura (punto C) di circa 8.5 cm. Nei remi di coppia la lunghezza normale media è di 296-302 cm. La forma della pala in questo tipo di remi è molto variabile a seconda delle necessità individuale. Punto F - Remi (fig. 9b) 
La leva utile è la distanza che va dalla scalmiera al centro barca (a), ma a causa della posizione del vogatore, e del movimento circolare del remo aggiungiamo 30 cm. Di conseguenza per calcolare il braccio interno del remo, sommeremo la distanza dello scalmo dal centro della barca più 30 cm.
Punto F - Remi di coppia (fig. 10b) 
Nei remi delle barche di coppia, la leva interna si fissa secondo la struttura e la condizione fisica di ciascun atleta, assicurandosi che, per poter lavorare in una posizione naturale, l'incrocio dei remi deve essere da 18 a 22 cm.
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