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Mercoledì 12 Settembre 2007
La voglia di riscatto è tanta, la fiducia nella barca anche. Erika Bello e la sua compagna del doppio pesi leggeri femminile Laura Milani sono pronte per gli Europei di canottaggio che si svolgeranno dal 20 al 23 settembre a Poznan, in Polonia. Entrambe non vedono l'ora di cancellare la delusione patita in agosto ai Mondiali di Monaco di Baviera. Quel sesto posto nella finale B, che equivale al dodicesimo assoluto, proprio non lo hanno digerito. «Ma è stata soltanto una giornata storta - assicura Erika Bello - può capitare. Secondo me potenzialmente la nostra barca valeva la finale A. Sono sicura che lavorando potremo migliorare le prestazioni e centrare il nostro obiettivo principale, la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino, per le quali l'ultima chiamata sarà a maggio del 2008 a Lucerna. Ogni tappa sarà funzionale a quell'appuntamento, a cominciare dagli Europei».
A Poznan il doppio proverà qualche nuova soluzione per migliorare il proprio rendimento. «Siamo d'accordo - spiega la canottiera civitavecchiese - che sarò io la capovoga, con Laura alle mie spalle. Lo schieramento opposto a quello dei Mondiali. Vedremo se così le cose andranno meglio. Fermo restando che sarà una "prima" assoluta, considerato che non ci siamo mai allenate insieme in questa formazione e che fino alla rassegna continentale non lo faremo. Io infatti mi sto preparando a Roma con la mia società, la Lazio, e Laura è a Milano. Martedì partiremo per Poznan e in quell'occasione parleremo con il ct Andrea Coppola e con Franco Noio che sarà il tecnico del nostro settore perché Di Lucia non c'è. E' una persona di grande esperienza e buon senso, con la quale si lavora benissimo».
Agli Europei il doppio pesi leggeri dovrà mostrare dei progressi rispetto al Mondiale. «E' la nostra intenzione - conferma la Bello - e speriamo che il livello dei partecipanti sia buono. Anzi, speriamo di ritrovare gli equipaggi di Monaco per avere dei punti di riferimento certi. Comunque sono fiduciosa. Per me la barca è valida, ha un ottimo futuro e può centrare la qualificazione olimpica. Del resto questo equipaggio è nato solo da due mesi. Conoscendoci meglio sono sicura che miglioreremo. Quest'inverno io e Laura ci alleneremo più spesso insieme e credo che la Federazione ci agevolerà in questo senso, anche perché il commissario tecnico ha fiducia in noi. Se ci sono stati screzi dopo i Mondiali? Assolutamente no. Meriti e colpe quando si è in due vanno sempre divisi esattamente a metà».
Inevitabile però chiedere a Erika se, visto l'esito infausto della rassegna iridata, abbia qualche rimpianto per il singolo, barca sulla quale ha gareggiato fino a giugno e che le avrebbe dato concrete chance di medaglia a Monaco. «No - afferma - non ho nessun rimpianto. Di concerto con i tecnici della nazionale e anche con quelli della mia società ho fatto una scelta ponderata. Nel singolo avrei avuto probabilmente delle possibilità in più, ma non è specialità olimpica, mentre il doppio lo è. E' stata questa la discriminante decisiva e ora farò di tutto insieme alla mia compagna Laura Milani per centrare questo traguardo al quale teniamo tantissimo».

A.B.M.
 
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