Lunedì inizierà la sua nuova avventura in azzurro, l'ennesima da quando è entrato a far parte dello staff medico della nazionale italiana di canottaggio, quella che ha visto i trionfi olimpici dei fratelli Abbagnale e che ancora oggi è tra le formazioni più forti al mondo. Roberto Dominici, radiologo all'ospedale De Lellis, un passato atletico come campione italiano di marcia, ma soprattutto medico sportivo (fondò nel 1978, con altri colleghi, il primo ambulatorio di Medicina sportiva a Rieti), una passione perfezionata in anni di corsi e di impegno profuso per le maggiori squadre cittadine, il basket - che lo vede impegnato come medico sociale della Solsonica insieme all'altro medico sportivo Germano Settimi - e il calcio. Lunedì, dunque, per una settimana si parte di nuovo, questa volta con destinazione i campionati europei che si svolgeranno in Polonia. E stavolta il responsabile dell'equipe medica azzurra, Antonio Spataro, lo ha voluto al suo fianco per seguire i canottieri italiani a caccia di medaglie. Per Dominici è una nuova esperienza che si aggiunge a quella vissuta nei mesi scorsi a Linz, in occasione dei campionati del mondo. «E' certamente un'esperienza professionale importante - sottolinea il medico - soprattutto per uno come me che viene da una maturazione ottenuta in altre discipline. Di questo devo ringraziare innanzi tutto il dottor Spataro che in questi anni mi ha dato la possibilità di impegnarmi per dimostrare le mie capacità». Ingaggiato dalla Federazione dapprima come radiologo, Dominici ha vissuto la cosiddetta gavetta partendo dalla Under 18, poi l'Under 23 e infine raccogliendo la chiamata per la nazionale A. Amico personale di Agostino Abbagnale, uno dei fratelloni olimpionici di castellammare di Stabia, il medico reatino frequenta da tempo il centro federale di Piediluco. Lì è nata la sua passione e così la medicina sportiva reatina si è colorata d'azzurro.
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