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Un ragazzo dal fascino particolare: longilineo e riccioluto, educatissimo e un po' timido. «Ma un grande amico e soprattutto un ottimo atleta» lo ricorda Giovanni Lepore, 45 anni, allenatore del settore canottaggio della Marina Militare di Sabaudia. Emidio Di Prospero, aveva 26 anni: era nato a Terracina il 6 maggio 1981. L'altra sera è spirato sotto i ferri dei chirurghi dell'ospedale Alfredo Fiorini di Terracina che cercavano disperatamente di salvarlo. Verso le 19, sulla Pontina, all'incrocio con la Migliara 56, è stato travolto da un furgone guidato da un immigrato polacco. Emidio era in sella a un scooter una Vespa Piaggio 200 che aveva appena ritirato dalla concessionaria di Latina. Stava tornando a casa, a San Felice Circeo quando quel furgone, che non ha rispettato lo stop come appurato dalla polizia stradale di Terracina, lo ha falciato. Emidio Di Prospero lavorava alla Plasmon di Borgo San Donato come contrattista, ma era soprattutto un canottiere. Di recente aveva ripreso ad allenarsi con la società "The core" di Sabaudia, allenato da Alfredo Bollati. Ma nel 2000 era stato campione italiano pesi leggeri con l'otto della Marina Militare. E con la società militare aveva iniziato a remare nel '93, a 12 anni, sotto la guida del coach Lepore. Nel '99, ai Mondiali juniores di Plovdiv, in Bulgaria, era stato riserva della squadra azzurra. Oggi pomeriggio alle 15, a Montenero, i funerali di Emidio che lascia i genitori e un fratello gemello. A dirgli addio ci saranno anche i suoi ex compagni della Marina. E la tragica fine di Emidio Di Prospero riporta alla mente quella di Gabriele Benincà, 22 anni,vogatore delle Fiamme Gialle di Sabaudia: morì contro un albero, proprio sulla Migliara 56, mentre tornava a casa solo, al volante della sua Fiat Bravo. Era la sera del 15 settembre 2002.
di ALDO CEPPARULO
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