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LATINA - Sulle acque del lago umbro l'Italia si aggiudica per la 22a volta consecutiva il Memorial Paolo d'Aloja che nel fine settimana appena concluso ha dato il via alla stagione remiera internazionale, Gli azzurri del dt Andrea Coppola nella classifica per nazioni hanno preceduto Olanda e Spagna. Anche ieri, nella seconda giornata di finali, gli azzurri hanno fatto man bassa conquistando nelle venti gare in programma 14 vittorie, otto delle quali in specialità olimpiche. Molti equipaggi hanno bissato i successi di sabato lanciando così segnali rassicuranti in vista dei prossimi impegni di Coppa del mondo e in prospettiva olimpica: il "doppio" senior interamente targato Fiamme Gialle Sabaudia di Simone Venier e Luca Agamennoni che hanno battuto il doppio con a bordo il vogatore di Priverno Romano Battisti, 21 anni, che gareggia con il Circolo canottieri Aniene di Roma. Bene anche il doppio pesi leggeri di Elia Luini e Marcello Miani; il "quattro di coppia" senior di Simone Raineri, Rossano Galtarossa, Luca Ghezzi e Federico Gattinoni; il "doppio" senior donne di Laura Schiavone ed Elisabetta Sancassani; il "due senza" senior femminile con a capovoga Simona Roccarina della Marina Militare di Sabaudia. Grande prova anche del "quattro senza" senior vicecampione iridato di Lorenzo Carboncini, Alessio Sartori, Nicolò Mornati e Carlo Mornati che, grazie a un rush finale avvincente, si è preso una convincente rivincita sull'equipaggio olandese secondo ai Mondiali 2005 e terzo a quelli 2006 e 2007 che l'aveva battuto nella finale di sabato. «Diciamo subito che non sono queste le regate nella quali dobbiamo essere al massimo spiega Alessio Sartori, 31 anni, finanziere di Terracina comunque la gara è stata davvero bella e gli olandesi hanno tentato di chiudere prima ma sono "scoppiati" e noi abbiamo impresso un serrate finale al quale non hanno potuto resistere». Il "quattro senza" azzurro ha prevalso di due secondi chiudendo la gara di duemila metri in 6'26"80 contro i 6'29"00 degli olandesi (Geert Cirkel, Jan Will Gabriels, Matthijs Vellenga e Gys Vemeulen), terza la Germania. «Abbiamo cambiato lo scafo con un Filippi in fibra di carbonio e gli scalmi ad ala riprende Sartori che è alto due metri e pesa 105 chili anche questa componente ha inciso nella nostra vittoria: lo scafo si è dimostrato più fluido in acqua, più scorrevole. Insomma, ottime sensazioni che ci hanno visto migliorare sensibilmente rispetto alle batterie di venerdì e alle finali di sabato». Il "quattro senza" è seguito dal coach Valter Molea che è l'allenatore delle Fiamme Oro di Sabaudia. Sartori punta alla sua quarta Olimpiade dopo il quarto posto ad Atlanta '96 nel "quattro di coppia", l'oro di Sydney 2000 nel "quattro di coppia" e il bronzo di Atene 2004 in "doppio" (con il padovano Rossano Galtarossa). «Siamo i vicecampioni mondiali in carica dietro alla Nuova Zelanda riprende Alessio che nel 1995 vinse i Mondiali juniores in singolo e gli assoluti in "quattro di coppia" compiendo un'impresa che resterà negli annali del canottaggio di tutti i tempi a Pechino andiamo per fare meglio. Inutile nasconderlo puntiamo al gradino più alto del podio». Da ieri pomeriggio, Alessio Sartori è di nuovo nella sua casa di Borgo Hermada, frazione di Terracina, dove ha riabbracciato la moglie Monica Bellini e i figli Matteo, 6 anni e mezzo e Leonardo, 5 anni.
di ALDO CEPPARULO
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