LATINA - Vaglielo a spiegare agli atleti in partenza per Pechino che ogni giorno, con costanza, si allenano sulle acque del lago di Paola per regalare all'Italia una medaglia, che remando disturbano gli uccelli. A tutto c'è un limite. Sacrificare l'impegno agonistico di un atleta per non turbare la tranquillità di un volatile pare francamente eccessivo. A sollevare un polverone sono bastate le dichiarazioni del presidente dell'Ente Parco Nazionale del Circeo, Gaetano Benedetto, che, annunciando il parere favorevole del Parco alla miticoltura sul bacino lacustre, ha aggiunto che "il canottaggio e gli altri sport praticati sul lago costituiscono elemento di disturbo per l'avifauna e dovranno essere gestiti con modalità più compatibili ed equilibrate". «Ma ci faccia il piacere!» gli rispondono a modo, parafrasando Totò, "Moderati per Sabaudia", "Impegno per Sabaudia" e "Nuova Dc per le autonomie". «Caro Presidente, lasciamo perdere il fatto che il canottaggio sul lago di Paola disturbi l’avifauna - attaccano piccati - Sarebbe invece interessante conoscere la sua posizione sui Piani territoriali paesistici regionali nelle aree più delicate del Parco». E vanno oltre accusandolo di aver fatto la scoperta dell’acqua calda quando ha affermato che il lago di Paola deve essere pubblico. «Certamente non ha mosso un dito in favore delle azioni del Comune di Sabaudia costituitosi a favore delle posizioni della Regione Lazio tese a riconoscere l’inserimento del lago di Paola nell’elenco delle acque pubbliche - sottolineano rincarando le accuse - Certamente non è intervenuto nel processo che opponeva privati e Comune di Sabaudia presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Nè con azioni, nè con dichiarazioni. Lavoriamo per il recupero delle qualità ambientali senza dimenticare che l’uomo è importante. Senza l’intervento dell’uomo, l’edera e le altre infestanti uccideranno la foresta e le farnie e le querce, così come senza la manutenzione del laghi, l’eutrofizzazione li ucciderà - si legge ancora nella nota - Senza la cura del sottobosco e del perimetro del bosco il fuoco potrebbe farci perdere la foresta planiziaria così, senza i volontari della protezione civile e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, la macchia mediterranea è a rischio costante». Speriamo solo che, al di là delle polemiche, gli atleti che si allenano sul lago di Paola riescano a salire sul podio olimpico. Anatre, aironi e folaghe permettendo. E.Pie.
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