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Lunedì 14 Luglio 2008

CIVITAVECCHIA - Ha già vinto due volte la sfida con la vita. Gabriella Bascelli, 26 anni il prossimo 19 agosto, vuole provare a vincere anche alle prossime Olimpiadi di Pechino. Nata a Johannesburg (Sudafrica) da padre abruzzese e madre sudafricana, tesserata per i Canottieri Lazio, Gabriella ha rischiato per ben due volte di abbandonare l'attività agonistica. E non solo.
Accadde in un primo caso nel 1999, poco dopo aver centrato il record mondiale nel singolo juniores (tuttora suo): mentre usciva da un locale di Johannesburg, venne coinvolta in una sparatoria e fu colpita da un proiettile che le attraversò l'intestino, fermandosi nella testa del femore. Suo fratello Giulio, qualche tempo dopo, fu più sfortunato e rimase ucciso in seguito ad un tentativo di rapina. A Gabriella i medici pronosticarono la fine dell'attività sportiva, invece una grande tenacia permise alla Bascelli non solo di vincere la sfida, ma anche di tornare a vogare a grandi livelli. Recentissima, vecchia di un anno, la seconda disavventura, un grave incidente stradale. Ma la qualificazione per i Giochi ottenuta in Polonia un mese fa e l'intaccata fiducia del direttore tecnico azzurro Andrea Coppola dimostrano che il peggio è passato e che Gabriella è tornata, più forte di prima.
«La cosa più dura è stata ripartire da zero - spiega lei - e cercare di tornare su buoni livelli. Ma il merito della mia qualificazione per Pechino va condiviso anche con il mio allenatore sociale Giovanni Santaniello e il mio ex presidente Antonio Buccioni, oltre che con i medici del policlinico "Di Liegro" e con lo studio riabilitativo del dottor Santoni».
Quella cinese sarà la sua seconda esperienza olimpica. «Ad Atene fui ottava nel doppio - dice la Bascelli - ora gareggerò nel singolo che rappresenta una sorta di sfida con me stessa. Arrivo a Pechino con maggiore consapevolezza e maturità rispetto agli ultimi Giochi. L'obiettivo? Arrivare in finale e giocarmi le mie carte, dando sempre il massimo».
Gabriella conserva una grossa fetta del suo cuore in Sudafrica, dove ha vissuto fino all'età adolescenziale e dove vivono e lavorano tuttora i suoi genitori. Da dieci anni, però, è tesserata per la Canottieri Lazio e alle Olimpiadi sarà l'unica rappresentante del circolo romano nel canottaggio.
«La Lazio è un po' come una seconda famiglia - dice la Bascelli - anche perchè i miei genitori non possono seguirmi spesso. A Pechino, per esempio, non ci saranno perchè la trasferta avrebbe avuto costi eccessivi». Giuseppe e Glenda, in ogni caso, possono andare orgogliosi delle figlie: la sorella minore di Gaby, Gisella, pratica canottaggio a ottimi livelli e magari in futuro potrebbero formare assieme una coppia da sogno.
Centrare una medaglia olimpica, comunque, non è l'unico sogno che Gabriella può realizzare a breve. «Mi mancano sei esami - sottolinea - per laurearmi in Scienze Politiche, nella specializzazione "relazioni internazionali e diplomazia". Forse ce la farò per giugno del prossimo anno e sarà un'altra grande soddisfazione». 

di TIZIANO POMPILI

 
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