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Arriva dalle Paraolimpiadi Pechino una delle gioie più grandi dello sport umbro. Nel giorno del suo 46esimo compleanno, il perugino Luca Agoletto ha conquistato la medaglia d'oro con l'equipaggio del "quattro con" di canottaggio adaptive rowing, insieme a Paola Protopapa, e i non vedenti Daniele Signore e Graziana Saccocci, guidati dal timoniere Alessandro Pranzetti. Con il tempo di 3'33"13: davanti a Stati Uniti (3'37"61) e Gran Bretagna (3'38"37). Agoletto era alla sua Paralimpiade, costretto ad una disabilità dalle lesioni agli arti inferiori. Ha un fisico statuario, con 190 cm di altezza e 86 kg di peso. Divorziato, con un figlio (Carlo, 18 anni), vive a Roma. Dirige palestre ed è specialista in riabilitazione psicomotoria. In passato ha praticato nuoto, paracadutismo e pentathlon. E' tesserato per l'Aniene. «Sono legato a Perugia perché vi sono nato, anche se questo è avvenuto casualmente - dice - in quanto mio padre lavorava lì in Banca d'Italia. Sono romano di fatto e di dialetto. Oltre allo sport la mia grande vocazione era di arruolarmi nei Carabinieri e ci sono riuscito. Ho frequentato le Scuole Sottufficiali di Velletri e di Firenze. I carabinieri lo hanno congedato nel 2004 col grado di maresciallo Ups per inabilità, a causa di un incidente accadutogli in servizio. "Ho avuto la gamba destra rotta con frattura multipla esposta, che mi ha comportato un accorciamento dell'arto di 3 cm; il ginocchio sinistro è stato a sua volta colpito da schegge ossee, fuoriuscite dall'altra gamba, il che mi ha provocato una gonartrosi da trauma. Per molto tempo ho creduto di essere finito come sportivo». Invece c'è stata dopo un anno la scoperta del remoergometro, che è ottimo per rieducare al movimento gli arti malandati, diventando così istruttore di rowing (la disciplina nata dalla fusione tra canottaggio e fitness). Da Pechino il presidente del Comitato italiano paralimpico umbro, Francesco Emanuele, ha manifestato la sua grande gioia. «Vedere un'atleta perugino sul gradino più alto del podio ad un Olimpiade è la mia più grande soddisfazione da presidente - ha detto - perché è il premio ad un'attività fatta con passione in tante discipline, da tanti volontari e con tanti sacrifici. Vogliamo che questo oro sia un punto di partenza e non di arrivo, per permettere allo sport umbro dei disabili di regalare altre grandi gioie allo sport nazionale. In questa giornata storica, chiedo che le Istituzioni ci stiano vicine, perchè solo con il loro aiuto potremo fare grandi cose». Ma non si smette di sognare...
di LUCA BIANCHINI
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