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LANCIANO - «Qui a rischiare una sconfitta storica è tutto il territorio del Sangro perché i "Giochi" sul lago di Bomba metterebbero in orbita un turismo qualificato, con strutture di grande richiamo internazionale e ricadute sull'intero comprensorio». Scendono in campo i Consorzi, le Associazioni, le Cooperative, i Comitati locali, i privati insomma, che attorno alle gare di canoa e canottaggio sul lago di Bomba, nell'ambito dei "Giochi del Mediterraneo", hanno messo soldi, competenze e lavoro, oltre che passione, creando legittime aspettative, compresi tanti posti di lavoro. «Per noi - sintetizza Rosaria Nelli, presidente del "Consorzio Val Sangro" - l'annuncio del commissario Pescante sulla possibilità che vengano annullate le gare di canottaggio, e quindi cancellato il lago di Bomba da "Pescara 2009", è stato un autentico colpo di mannaia: ma non ci arrendiamo, lotteremo fino in fondo». Alla conferenza di ieri mattina, con la Nelli, sono presenti Mauro Fioriti del comitato organizzatore locale, Armando Scutti, presidente dell'"Associazione Canottieri e Canoa Valsangro", Antonio Ippolito, dirigente dello stesso club. «Non accusiamo Pescante - dicono - che anzi ha il merito di aver scoperchiato la pentola, ma chi ha ritardato la realizzazione delle infrastrutture attorno al lago: Provincia, Comuni, Regione, altri enti pubblici. Basti dire che dal 2005 sono stati impegnati circa 2 milioni di euro per la viabilità e il consolidamento lungo il lago e il campo di regata e che ora alla vigilia dei "Giochi" la struttura non è ancora adeguata». «Molto è stato fatto - dicono comitati e associazioni locali - le strutture ricettive ci sono, come pure gli impianti di illuminazione, la rete fognaria. Mancano la sistemazione delle vie di collegamento tra la Fondovalle Sangro e gli impianti, l'adeguamento del campo di regata, parcheggi, un centro di rimessaggio delle barche. Abbiamo fatto tanto in 20 anni di lavoro e siamo riusciti a svolgere qui competizioni di grande rilievo, abbiamo una squadra di canottaggio: non possiamo essere abbandonati proprio adesso. E non siamo di fronte di fronte una "Cattedrale nel deserto" perché il lago di Bomba continuerebbe a porsi come punto di riferimento nazionale per il canottaggio, con evidenti ripercussioni di carattere sia economico che sociale». Ora tutto è legato al sopralluogo che la commissione incaricata da Pescante farà a Bomba per constatare se i lavori appaltati si potranno eseguire in 75 giorni, come promesso dal presidente della Provincia Coletti.
di MARIO GIANCRISTOFARO
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