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Lunedì 13 Luglio 2009

LATINA - Quella sulle acque elvetiche del Rotsee, il lago di Lucerna, è considerata la “regata delle regate” che precede Mondiali e Olimpiadi. Lo splendido lago svizzero è considerato da tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori il “tempio” del canottaggio.
E ieri, proprio a Lucerna, gli azzurri Elia Luini e Marcello Miani hanno conquistato la Coppa del Mondo di canottaggio nella specialità del “doppio” pesi leggeri dopo l'ultima prova, bissando così il successo del 2006.
Alla coppia azzurra è stato sufficiente il quarto posto di ieri sul Rotsee elvetico per rimanere davanti alla Nuova Zelanda di Uru e Taylor con due punti di vantaggio (18-16).
Buona la partenza nella gara di ieri: dopo i primi 500 metri la barca italiana è quarta, ma a stretto contatto con i loro avversari (63 centesimi dalla battistrada Nuova Zelanda). I kiwi Uru e Taylor accelerano ma non riescono a scrollarsi di dosso i canadesi Vandor e Sylvester: la Francia tiene dietro gli azzurri che ai 1.400 metri sono vicinissimi. Azou e Dufour alzano il ritmo, volano a 39 colpi negli ultimi 500 metri: troppi per Luini e Miani che chiudono quarti, a 6”05 dalla Nuova Zelanda e 2”14 dal podio. Elia Luini è tesserato per i Canottieri Aniene, mentre Marcello Miani è un portacolori del Ravenna.
E passando al “quattro di coppia” (Luca Ghezzi, Matteo Stefanini, Luca Agamennoni, Simone Raineri) non sfigura e per tutta la gara si mantiene a ridosso del podio: vince la Germania davanti alla Gran Bretagna, la Slovenia (bronzo) è a 1”71 dagli azzurri che soffrono ancora l’assenza di Simone Venier, 24 anni, di Terracina, che è out per i postumi di un incidente stradale accadutogli nell’autunno scorso. Venier è uno dei “fiori all’occhiello” del vivaio delle Fiamme Gialle di Sabaudia ed è considerato da molti l’erede di Alessio Sartori, 31 anni, di Borgo Hermada, che a Pechino 2008 ha disputato la sua quarta olimpiade con le maglia delle Fiamme Gialle. Ma Sartori non ha certo smesso con il canottaggio, anzi: il superfinanziere si sta allenando all’ombra del Circeo e starebbe meditando un rientro in grande stile sui campi di regata.
Stessa posizione per il “quattro senza” pesi leggeri di Salvatore Di Somma, Catello Amarante, Luca Motta e Giorgio Tuccinardi: in testa ai 1.000 metri, gli azzurri pagano nel finale gli sforzi profusi nella prima parte lasciando campo libero agli attacchi avversari (vittoria alla Danimarca) e chiudendo così a 1”84 dalla Repubblica Ceca (bronzo).
Delusione per l’otto (Giuseppe De Vita, Marco Resemini, Raffaello Leonardo, Pierpaolo Frattini, Dario Dentale, Francesco Fossi, Niccolò Mornati, Lorenzo Carboncini, timoniere Vincenzo Di Palma), autore di una regata incolore e mai capace di incidere: dopo una semifinale al cardiopalma, non basta il ritorno alla formazione vincente di Banyoles per essere protagonisti nella finale dominata dal Canada davanti alla Germania e all’Olanda.

di ALDO CEPPARULO

 
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