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L’emozione della prima volta azzurra gioca cattivi scherzi. Così ai mondiali Under 23 di Recice, Daniele Zona ed il compagno di barca Gabriele Cagna, dopo la delusione per il mancato accesso alla finale A, è arrivato il pronto riscatto con la vittoria nella finale B. Partiti fortissimi, hanno, sul passo, preso subito una barca di vantaggio su Russia e Repubblica Ceca, vantaggio che hanno mantenuto fino alla fine, chiudendo i duemila metri con il tempo di 6.26.10. Un tempo importante che avrebbe consentito all’atleta ternano del Clt, alla prima partecipazione con la maglia della nazionale in campo internazionale, ed al compagno di Cremona non solo di superare brillantemente la semifinale, dove sono giunti invece quarti, ma di chiudere addirittura la finale assoluta al quarto posto, a testimonianza che la barca, messa in piedi l’ultima settimana del raduno della nazionale a Piediluco, c’era, nonostante la giovane età e la scarsa esperienza internazionale dei due atleti. Daniele Zona appare sereno: «Sono soddisfatto di quanto fatto, tenuto anche conto che per me si trattava in assoluto della prima uscita internazionale all’estero». Soddisfazione è stata espressa da tutti i componenti del circolo di vi Muratori: «Rimane il rammarico -spiega Gianni Mulas responsabile della sezione canottaggio del Clt- per quella semifinale forse male interpretata in acqua, con un ritmo troppo basso nella prima parte di gara che ha complicato inutilmente la vita ai due ragazzi. Ai Mondiali, però, nessuno fa sconti e l’esperienza fatta tornerà utile negli impegni internazionali del prossimo anno». Intanto la sezione canottaggio del Clt sta valutando l’estensione della propria attività anche ai diversamente abili, attraverso la costituzione di un settore “adaptive”. Il termine inglese, indica chiaramente la barca “adattata” alla disabilità del canottiere. Il settore “adaptive”, in forte espansione su tutto il territorio nazionale, fa parte a pieno titolo dell’attività della Federazione Italiana Canottaggio, con gare e campionati nazionali ed internazionali ad essa dedicati, trovando la sua massima espressione nella partecipazione alle paraolimpiadi. Si tratterebbe di una specializzazione che renderebbe il legame tra il bacino di Piediluco e a Federazione di canottaggio, ancora più forte e, si spera, duraturo.
di RICCARDO MARCELLI
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