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SABAUDIA - I Mondiali di canottaggio di Poznan, in Polonia, hanno visto l’otto “pesante” chiudere sesto e ultimo in finale e l’otto “leggero” conquistare la medaglia d’oro. A bordo dell’ammiraglia vincente anche due marinai di Sabaudia, Luigi Scala, ormai abbonato ai successi con l’otto “leggero” azzurro (terzo titolo iridato) e Gennaro Gallo. L’otto guidato dal capovoga romano Bruno Mascarenhas ha regolato gli americani e gli olandesi in una regata-capolavoro. Delusione, invece, per l’otto assoluto che in finale era dato come probabile podio. A bordo anche il vogatore di Priverno, Romano Battisti, 23 anni (Fiamme Gialle Sabaudia) che però era salito a bordo dell’ammiraglia guidata dal capovoga Lorenzo Carboncini solo dopo la batosta rimediata a Lucerna, in Svizzera, nel luglio scorso. Nulla da fare con la Germania, il Canada e l’Olanda che si sono piazzate ai primi tre posti. E successo pieno, ma soprattutto tattico, anche per un altro marinaio di Sabaudia, Franco Sancassani, prodiere sul “quattro di coppia” leggero (Stefano Basalini, Lorenzo Bertini, Daniele Gilardoni e Franco Sancassani) che conquista un Mondiale a 34 anni. Il quadruplo azzurro batte il formidabili tedeschi e gli agguerriti danesi. Franco Sancassani, nativo di Lecco, sposato e papà di un bambino, è maresciallo di Marina. Per il coach della Marina Militare di Sabaudia, Giovanni Lepore «Sancassani rappresenta un modello per tutti i nostri giovanissimi della scuola canottaggio che si avviano alle gare, un esempio di stile e tenacia». di ALDO CEPPARULO ROMA - L’Italia del remo ricomincia a sorridere. I mondiali di canottaggio nelle acque polacche di Poznan si chiudono con un bilancio di 5 medaglie: due d’oro, due d’argento (oltre due secondi posti nella categoria adaptive) e una di bronzo. Un risultato di buon auspicio per il futuro, anche se non è il caso di esaltarsi ed esultare considerando che l’unica medaglia nelle specialità olimpiche, quelle più prestigiose, in cui gli azzurri avevano piazzato in finale cinque equipaggi su cinque, è proprio quella meno pesante, quel bronzo ottenuto da Luini e Miani (quarti a Pechino) nel doppio pesi leggeri. Siamo nell’anno post-olimpico, spesso non realisticamente indicativo, ma il bilancio complessivo conferma che dopo il cambio di gestione federale, con l’elezione a presidente di Enrico Gandola e il rinnovamento totale dello staff tecnico azzurro, il vento è cambiato è una disciplina così gloriosa per lo sport italiano può ricominciare a sognare. Certo, l’obiettivo è ancora lontano, come sottolinea il Dt azzurro Alfine: «Sicuramente il lavoro che ci attende sino a Londra 2012 sarà lungo». Bellissimo il trionfo dell’otto pesi leggeri (Scala, Riccardi, La Padula, Goretti, Ceccatelli, Gallo, Vlcek, Mascarenhas, tim. Lenzi): campioni del mondo tre anni dopo Eton 2006. Ne sono usciti malconci tutti gli avversari, in primis la baldanzosa Olanda protagonista a Lucerna, perché da un equipaggio così unito e così brillante non poteva non uscire la grande impresa. «Gara perfetta – ha raccontato il portoghese-romano Bruno Mascarenhas – Siamo partiti forte dando subito dimostrazione del nostro potenziale: alla fine il nostro timoniere ha detto “è l’ora di diventare campioni del mondo” e così è venuto fuori il nostro serrate vincente». E’ il primo titolo mondiale assoluto per Bruno dopo il bronzo di Atene 2004 in quattro senza e otto anni di esperienze in equipaggi olimpici. «Lo dedico alla mia famiglia e al mio allenatore della Canottieri Roma, Luca Migliaccio». Campione del mondo anche il quattro di coppia leggero (Sancassani, Gilardoni, Bertini, Basalini); secondo posto per il due senza leggero (Caianiello, Dell’Aquila) e la singolista Laura Milani che ha mostrato ulteriori segnali di crescita dopo il secondo posto in Coppa del Mondo conquistato a Lucerna: meglio di lei solo la svizzera Weisshaupt. Molto positiva la finale del quattro di coppia femminile (Bello, Bascelli, Schiavone, Sancassani): il podio è lontano 2”73, il quarto posto è una bella iniezione di fiducia per le ragazze protagoniste di una gara d’alto livello. Quinto posto per il quattro senza pesi leggeri (Di Somma, Amarante, Motta, Tuccinardi) in una finale dove la Danimarca, detentrice del titolo olimpico e campione del mondo in carica, perde il suo strapotere a favore della Germania. Termina al sesto posto l’avventura del quattro di coppia e dell’otto. Sesto posto per il due con (De Vita, Tranquilli, tim. Di Palma).
di FRANCESCO PADOA ROMA - Il primo pensiero dei soci dei circoli romani al rientro dalle vacanze? Tornare in sede, ovviamente. Specialmente se l’occasione é di livello internazionale. E così la prima chance sociale per il Circolo Canottieri Lazio é stata l’altra sera la diretta delle finali dei Mondiali di canottaggio a Poznan, in Polonia. In particolare applaudire l’ultima sfida delle atlete azzurre Gabriella Bascelli e Erika Bello, eroine del club. Per l’evento la bouvette del circolo si è trasformata in un piccolo stadio olimpionico per poter meglio seguire le due perfezioniste del canottaggio, orgoglio di tutto il sodalizio biancoceleste, del presidente Alfonso Rossi, del consigliere al canottaggio Giuseppe Viggiano e del presidente dell’Associazione Circoli Storici Antonio Buccioni. «Erika e Gabriella, forza», grida un gruppo di giovani e promettenti canottieri del club che insieme ai loro allenatori Giovanni Sorrentino, Daniela Michele e Alessandra Torrini parteggiano accanitamente per le loro amiche. Un tifo, quello del Canottieri Lazio, che si manifesta non solo davanti allo schermo ma anche in diretta telefonica: il presentatore Alessandro Di Pietro e il produttore cinematografico Fulvio Lucisano tempestano di chiamate il presidente Rossi per tenersi costantemente aggiornati sulla gara. Rossi, tra un tifo e l’altro, racconta le sue vacanze alle terme al membro della Commissione Attali del Comune di Roma Adriano De Micheli, al professor Sergio Chimenti di Tor Vergata, al conduttore Rai Marcellino Mariucci, all’imprenditore Massimo Maci e al consigliere del circolo Vittorio Pizzirani. Applausi per il quarto posto conquistato dopo un duro duello nel quattro di coppia da queste ragazze d’oro del canottaggio italiano. «Siamo molto contenti del risultato ottenuto - dice Rossi - che ci ha fatto comunque sognare e che è stato capace di riunire tanti amici, atleti e soci che sicuramente troveremo presto, ancora una volta insieme, per seguire Gabriella Bascelli e Erika Bello in una nuova sfida. Il nostro Obiettivo? Le prossime Olimpiadi». di LUCILLA QUAGLIA
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